Imposta di soggiorno, Federalberghi chiede ai Comuni una quota degli introiti per un fondo unico regionale

Il turismo in Umbria continua a rappresentare uno dei principali motori dell’economia regionale. La sottolinea Federalberghi osservando che la stagione non è ancora conclusa e per questo Federalberghi Umbria Confcommercio non intende anticipare valutazioni sui dati complessivi: i conti si faranno a fine anno. Il settore sta comunque attraversando una fase indiscutibilmente positiva, con quattro anni di crescita costante alle spalle”. Secondo Federalberghi, “è questo il momento di ragionare su come consolidare nel tempo i risultati raggiunti e sostenere in modo strutturato la promozione dell’Umbria sui mercati turistici”. Per il presidente Simone Fittuccia “sarebbe un errore pensare che possiamo abbassare la guardia. Il turismo umbro viene da anni di crescita e proprio per questo non possiamo fermarci adesso. Dobbiamo lavorare per mantenere e, se possibile, incrementare i flussi, costruendo una strategia di promozione che abbia continuità e risorse adeguate nel tempo”. La proposta di Federalberghi è quella di mettere a sistema una quota percentuale degli introiti dell’imposto di soggiorno, ormai applicata dalla maggior parte dei Comuni a vocazione turistica, destinandola a un fondo regionale per la promozione dell’Umbria. L’obiettivo è garantire risorse certe e continuative per sostenere una strategia regionale di promozione turistica, rafforzando la capacità dell’Umbria di presentarsi sui diversi mercati con una programmazione strutturata e di lungo periodo. “Non parliamo di creare nuove tasse o di chiedere nuove risorse – sottolinea Fittuccia – l’idea è quella di riservarne una quota alla promozione complessiva della nostra regione. Una scelta che consentirebbe di dare solidità e continuità a questa attività, evitando che la capacità di programmare dipenda ogni volta dalle risorse disponibili in quel momento”. L’imposta di soggiorno, ricorda ancora Federalberghi, è stata introdotta con l’obiettivo di finanziare interventi collegati al turismo e alla qualità dell’offerta territoriale. Oggi le somme raccolte rappresentano una risorsa importante per i territori che le incassano. La proposta dell’associazione non è quella di mettere in discussione questo ruolo, ma di aprire una riflessione sulla possibilità di destinare proporzionalmente una parte degli introiti a un investimento comune, capace di rafforzare la promozione dell’intera destinazione Umbria. Una proposta che chiama direttamente in causa la Regione Umbria, alla quale Federalberghi chiede di sostenere il confronto e di farsi promotrice  di un tavolo concreto con i Comuni, attraverso Anci Umbria, per verificare la possibilità di costruire un fondo regionale dedicato alla promozione turistica. In questo percorso, sottolinea Federalberghi, anche le imprese ricettive hanno un ruolo attivo. Sono infatti le strutture alberghiere e ricettive a farsi carico, nella pratica, della riscossione dell’imposta di soggiorno per conto dei Comuni, svolgendo un ruolo essenziale nel funzionamento del sistema.