In Umbria aumentano i baby lavoratori: tra il 2024 e il 2025 +6%. Terzo dato più alto tra le regioni

L’Umbria è una delle regioni italiane dove tra il 2024 e il 2025 cresce il numero dei lavoratori dipendenti e indipendenti minorenni (15-17 anni). Passati da 984 a 1.043, un più 6 per cento che è il terzo dato più alto tra le regioni a livello nazionale (media meno 0,14). A dirlo è l’Unicef Italia che in occasione della Giornata mondiale contro lo sfruttamento del lavoro minorile ha diffuso il quarto rapporto statistico “Lavoro minorile in Italia: rischi, infortuni e sicurezza dei luoghi di lavoro”. Dal quale emerge tra l’altro che delle 1.231 denunce di infortunio tra il 2020 e il 2024, l’ 1,74 hanno riguardato ragazze e ragazzi (nessuno mortale) , collocando la regione nella parte medio-bassa di questa rilevazione. L’analisi fa anche una panoramica dettagliata della distribuzione e dell’incidenza del lavoro minorile in Italia nel 2025, incrociando i dati demografici Istat con le rilevazioni occupazionali Inps. In Umbria a fronte di una popolazione di 24.520 ragazze e ragazzi, 1.043 risultano lavoratori, il 4,25%, uno dei dati più bassi del Paese.