L’allarme dell’assessore De Luca: “Con la legge nazionale in Umbria rischio grandi impianti di energie rinnovabili”

Su richiesta della consigliera Letizia Michelini (Pd), l’assessore regionale all’Ambiente, Thomas De Luca, ha relazionato, nel corso della seduta di oggi dell’Assemblea legislativa, rispetto all’imminente approvazione della legge nazionale “Transizione 5.0” e sulle conseguenze che potrebbe avere il permanere dell’impugnativa del governo centrale sulla legge regionale rispetto alla possibilità della Regione di definizione delle aree non idonee all’installazione di grandi impianti di energie rinnovabili. L’assessore De Luca ha detto di aver avuto notizia che “è stata posta la fiducia sul Decreto transizione 5.0 e che quindi il disegno di legge nazionale – ha spiegato – è rimasto inalterato rispetto ai due punti che riguardano l’impugnativa rispetto alla nostra legge regionale, sostanzialmente quello inerente alla definizione delle aree non idonee all’installazione di grandi impianti di energie rinnovabili. Se il governo non modifica il decreto 5.0 e non ritira l’impugnativa contro la nostra legge regionale potrebbe, ad esempio, prendere vita, nonostante il parere contrario del ministero della Cultura, il progetto eolico Phobos a Castel Giorgio di Orvieto che avrebbe un fortissimo impatto paesaggistico sul territorio orvietano”. Proprio sul progetto di Castel Giorgio la Regione Umbria si è costituita in giudizio. “Questo – ha aggiunto De Luca – rischia di verificarsi in altri territori dell’Umbria in cui sussistono situazioni simili, penso a Spoleto e alla Valnerina dove ci sono due progetti di grandi dimensioni, come pure Gubbio dove ci sono due progetti che prevedono interventi fuori scala”. L’eliminazione delle aree non idonee, ha spiegato De Luca, “rende inefficace l’esito negativo degli iter autorizzativi da parte della Regione, proprio come nel caso degli impianti Phobos”. L’assessore ha precisato poi che tutto questo non riguarderà soltanto l’eolico, “ma anche l’agrivoltaico ed in questo caso penso al territorio del Trasimeno, dell’Unione dei Comuni del Sagrantino dove sussistono richieste progettuali di autorizzazione estremamente impattanti”. Se il testo del disegno nazionale dovesse rimanere inalterato “ci vedremo costretti a dover impugnare noi la legge perché rappresenterebbe l’unico modo per tutelare i nostri territori”. De Luca ha sottolineato che al tempo stesso “è rimasta inalterata la lettera “M” (art.11 bis) che riguarda la possibilità, per la Regione, di definire aree idonee restringendo totalmente la possibilità di intervenire sulle comunità energetiche e quindi l’opportunità per aziende e famiglie di poter realizzare impianti. Il mio è un appello affinché insieme si riesca a scongiurare questa situazione”.