Migliaia di persone al corteo dell’Umbria Pride, Vittoria Ferdinandi: “Sempre dalla parte della Costituzione”
E’ stato il più partecipato di sempre, secondo gli organizzatori, il tradizionale corteo dell’Umbria pride che ha sfilato nelle strade del centro di Perugia. Il circolo Omphalos che ha promosso l’appuntamento ha parlato di migliaia di presenze e di oltre 60 organizzazioni e realtà territoriali che hanno dato la propria adesione al manifesto politico di quest’anno. Una “festa di popolo” ma anche ad “un momento di lotta”, come ha ricordato il segretario di Omphalos Roberto Mauri, “per rispondere a quella stagione politica che tende a omologare, invisibilizzare, normalizzare le esperienze e le vite della comunità Queer”. Una parata colorata e festosa di persone, associazioni e realtà giunte da tutta l’Umbria per partecipare, si è ritrovata in piazza Forterbraccio, davanti alla sede dell’Università per Stranieri. Migliaia di persone in festa, tra bandiere e canti, hanno attraversato le strade e le piazze del capoluogo regionale. Associazioni studentesche, ambientaliste, sindacati, associazioni femministe, realtà del sociale e partiti e movimenti politici si sono ritrovati a camminare al fianco della comunità Lgbtqia+ per chiedere pari diritti e pari dignità per tutte le persone. Tra le istituzioni presenti la presidente dell’Assemblea legislativa Sarah Bistocchi, l’assessore regionale Fabio Barcaioli, la sindaca di Perugia Vittoria Ferdinandi e la deputata del M5s Emma Pavanelli. “L’esposizione della bandiera arcobaleno sul palazzo comunale, così come all’Università per Stranieri, rappresenta una presa di posizione e di campo chiara da parte dell’Amministrazione comunale”, ha detto la sindaca di Perugia Ferdinandi. ” Le istituzioni – ha aggiunto Fedinandi – hanno il dovere di stare sempre dalla parte della Costituzione che ci ha dato un mandato chiaro, quello di essere sempre dalla parte dei diritti, delle libertà e dell’uguaglianza. E intanto che ci sarà nelle nostre comunità anche una sola persona che verrà discriminata per ciò che è, credo che sia un dovere civile essere chiaramente al fianco di queste comunità”.

