Musicista trovato morto all’ hotel Fortuna: monossido uscito da una crepa nella canna fumaria
Il monossido di carbonio che avrebbe causato la morte di Davide La Rosa, il musicista 55enne deceduto in una stanza dell’ hotel Fortuna di via Bonazzi nel centro di Perugia, sarebbe uscito dalla canna fumaria della caldaia e si sarebbe insinuato nelle tubature. Lo scrive oggi il Corriere dell ‘Umbria che riferisce quanto scoperto ieri dai vigili del fuoco in un sopralluogo presso la struttura alberghiera. Così “il veleno silenzioso” – scrive Francesca Marruco – avrebbe raggiunto la stanza in cui alloggiavano Davide La Rosa e Tao Wei Huang. Non lontano dalla stanza dei due musicisti sarebbe stata trovata una crepa da cui si è propagato il monossido di carbonio. L’ articolo racconta che i vigili del fuoco, presenti i consulenti di parte nominati dai due indagati e dai familiari di La Rosa, hanno rimesso in funzione l’ impianto e due stanze si sono immediatamente riempite di gas. Una era quella dove alloggiavano i due musicisti, l’ altra era adiacente. Gli ospiti potrebbero essere usciti in tempo dall’ hotel. Questo non significa comunque che la canna fumaria non fosse in regola. Saranno le indagini a stabilire eventuali responsabilità. La famiglia La Rosa, in una nota, sottolinea che ” non è accettabile morire per intossicazione da monossido di carbonio mentre si occupa la stanza di un albergo rinomato, e dunque di una struttura che si assume controllata e sicura”. I titolari dell’ hotel indagati, sono difesi dall’ avvocato perugino Franco Liborio. La famiglia di La Rosa ha assunto l’ assistenza legale del professor David Brunelli.

