Non si ferma la fuga di laureati umbri: negli ultimi sei anni 2.700 giovani qualificati hanno lasciato l’Umbria
Nel 2025 si riduce più della media nazionale la perdita degli italiani residenti in Umbria verso l’estero, ma sui giovani laureati resta il doppio deficit. Emerge da un’analisi della Camera di Commercio dell’Umbria in base ai dati dell’Istat sui trasferimenti di residenza. Per l’Umbria risultano infatti 712 iscrizioni dall’estero e 1.399 cancellazioni verso altri Paesi tra i cittadini italiani, con un saldo meno 687. Nel 2024 era stato di -1.203, con 762 arrivi e 1.965 partenze. In dodici mesi il deficit si è ridotto quindi del 42,9%, più del 36,4% registrato in Italia. “Il miglioramento del 2025 è un segnale importante – afferma Giorgio Mencaroni presidente della Camera di Commercio dell’Umbria – ma l’Umbria continua a perdere sia verso l’estero sia verso altre regioni italiane. Il punto è trasformare la capacità di attrarre e formare giovani in capacità di offrire loro percorsi professionali competitivi. Non basta creare lavoro: dobbiamo rendere credibile la scelta di costruire qui il proprio futuro. Per questo occorre una risposta comune tra le maggiori istituzioni”. Il problema resta quello di sempre: una volta ottenuto il titolo di studio in Umbria i giovani scappano. Il mercato locale e il sistema produttivo non forniscono le stesse garanzie di altri sistemi nazionali e internazionali. Una situazione che colloca l’Umbria all’ultimo posto nel Centro-Nord: negli ultimi sei anni la nostra Regione ha perso circa 2700 giovani qualificati, attratti da altre regioni italiane e da paesi stranieri. Con un saldo negativo di 14,7 laureati ogni mille residenti: nella provincia di Terni la perdita è quasi doppia rispetto a quella di Perugia.

