Perugia rende omaggio ai vigili del fuoco: celebrata Santa Barbara nella basilica di San Pietro

Si sono tenute a Perugia, nella Basilica di San Pietro, le celebrazioni di Santa Barbara, patrona del Corpo nazionale dei vigili del fuoco. “Un doveroso e sincero ringraziamento per quello che siete e quello che fate”, ha detto in apertura dell’omelia l’arcivescovo di Perugia-Città della Pieve, monsignor Ivan Maffeis. “Il vostro – ha aggiunto rivolgendosi ai tanti vigili del fuoco presenti – è un esempio di dedizione e di spirito di sacrificio, di servizio alla comunità”. A rappresentare i vigili del fuoco dell’Umbria, il direttore regionale architetto Valter Cirillo. Nel suo saluto al termine della messa, ha parlato di “una giornata per noi significativa, celebriamo Santa Barbara che è simbolo di coraggio, dedizione e fede”. Cirillo ha poi dedicato “un pensiero ai colleghi che hanno sacrificato il bene supremo della vita nell’adempimento del dovere” e ringraziato quelli operativi, “non presenti qui perché impegnati ad assicurare il primario servizio di soccorso pubblico”. Tante le istituzioni presenti, dalla presidente della Regione Stefania Proietti alla presidente dell’Assemblea legislativa Sarah Bistocchi, al presidente della Provincia di Perugia Massimiliano Presciutti. A San Pietro anche vari sindaci della provincia, oltre al Prefetto di Perugia Francesco Zito. Santa Barbara  è la santa che rappresenta la capacità di affrontare il pericolo con fede, coraggio e serenità anche quando non c’è alcuna via di scampo. E’ stata eletta, infatti, patrona dei vigili del fuoco, in quanto protettrice di coloro che si trovano in pericolo di morte improvvisa. Barbara di Nicomedia (Asia Minore) è vissuta nel IV sec. D.C.. Era l’unica figlia del ricchissimo Dioscoro, che impersonificò il più fanatico nemico dei cristiani nella città di Nicomedia. Fu educata da alcuni precettori, tra cui Origine che la battezzò e la istruì segretamente alla religione cristiana. Il padre aveva destinato Barbara in sposa al prefetto di Nicomedia, ma lei rifiutò di sposarsi. Il padre furente la fece processare e condannare a morte, a causa della sua fede cristiana. Venne allora rinchiusa in una cella della fortezza di Nicomedia. Nella prigione, un giorno, si sprigionò un incendio: Barbara uscì viva dalle fiamme. Dopo questo episodio, il padre stesso la decapitò ma, eseguita la sentenza, un fulmine si abbatté su di lui uccidendolo. Da allora Santa Barbara viene invocata contro il fulmine e i pericoli del fuoco. E’, inoltre, la protettrice di chi usa la polvere da sparo. E’ anche la patrona della Marina Militare, degli artiglieri, degli armaioli, dei campanari, dei carpentieri, dei minatori, degli ombrellai, dei tessitori, dei metallurgici e degli architetti.