Scontro totale al Liceo Alessi: la sindaca di Perugia chiede al ministro di intervenire

Lo scontro ormai è totale e sta assumendo connotati imbarazzanti, con il totale silenzio degli organi superiori. Al liceo “Galeazzo Alessi” di Perugia sta succedendo di tutto. L’ultima è ancora più clamorosa: per la prima volta gli studenti del liceo scientifico di Perugia non potranno partecipare alla manifestazione di fine anno dedicata allo sport (Il corpo che parla) prevista per giovedì al PalaBarton. Addirittura ieri è stata chiamata la polizia. Una situazione imbarazzante, stravagante e grottesca. Eppure, nessuno è intervenuto concretamente (Ufficio regionale scolastico, ministero della pubblica istruzione) e con il passare del tempo la situazione si è fatta drammatica. Nel frattempo la sindaca di Perugia, Vittoria Ferdinandi, ha inviato una lettera ufficiale al ministero dell’istruzione, direttamente al ministro Giuseppe Valditara, sottoscritta da tutti i gruppi di maggioranza e minoranza di palazzo dei Priori. Chiede “un intervento urgente per verificare la situazione e garantire condizioni adeguate di funzionamento dell’Istituto, a tutela del diritto allo studio e alla piena realizzazione del percorso educativo degli studenti”. Per la sindaca “è inaccettabile che a centinaia di studentesse e studenti venga sistematicamente negata la possibilità di vivere appieno l’esperienza scolastica, non solo dal punto di vista didattico ma anche umano, relazionale e formativo”. Nella lettera si evidenziano “molteplici disservizi che hanno caratterizzato l’intero anno scolastico 2024/2025, tra cui problemi organizzativi legati agli esami per le certificazioni Cambridge, ai viaggi d’istruzione”. Il malcontento diffuso tra alunni, genitori e docenti ha portato, nei giorni scorsi, all’approvazione da parte del Consiglio d’Istituto di una mozione di sfiducia nei confronti della dirigente. “Insieme all’intero Consiglio comunale, abbiamo deciso di agire in modo unitario – sottolinea Ferdinandi – perché non possiamo rimanere in silenzio davanti alla frustrazione di ragazze e ragazzi  che chiedono solo di poter vivere la scuola come luogo di crescita, partecipazione e libertà. La scuola pubblica deve essere un ambiente accogliente, dinamico, che stimoli autonomia, responsabilità e dialogo”.