Sindaca di Perugia riconosce cinque figlie di tre coppie di madri

La sindaca di Perugia Vittoria Ferdinandi ha firmato gli atti di riconoscimento di cinque bambine, figlie di tre coppie di madri, in attuazione della sentenza della Corte Costituzionale. “Perugia segna un passo verso una città che vuole essere più accogliente, più inclusiva e che va contro ogni tipo di discriminazione” ha sottolineato. Lorenzo Ermenegildi Zurlo, consigliere delegato al contrasto delle discriminazioni, ha parlato di un “avanzamento di diritti che non arriva dalla politica, ma dalla magistratura”. Con la firma degli atti, ha sottolineato, ” vogliamo anche lanciare un appello al Parlamento nazionale, affinché legiferi e si assuma le proprie responsabilità per riconoscere tutte le formazioni familiari, comprese le famiglie omogenitoriali”. Le mamme, accompagnate dai figli, sono state ricevute nella sala dei Notari di palazzo dei priori, per una cerimonia che ha preceduto la firma degli atti. Sono intervenuti, fra gli altri, gli assessori comunali Francesca Tizi (Servizi al cittadino) e Costanza Spera (Sociale). Tizi parlando di un atto “importantissimo”, ha voluto fare una promessa: ” Di fare si che non sia un atto eccezionale, ma diventi ordinario”. L’assessore Spera, dopo aver espresso un sentimento di gratitudine alle tre coppie di madri e figlie, ha chiesto scusa ” se in passato la città non è stata in grado di guardarvi e di riconoscervi, questo non accadrà più”. Prima della firma una delle mamme, visibilmente emozionata, ha detto: “ce l’abbiamo fatta, finalmente un atto civile che aspettavamo. Ci viene restituita dignità”. La donna ha anche espresso il dispiacere per un Paese che va a due velocità. Oggi noi finalmente potremo riconoscere, io che sono la mamma intenzionale, le mie figlie. Siamo una coppia di mamme. Speriamo che la politica faccia quello che deve e si esprima a riguardo perché i nostri figli sono uguali a tutti gli altri”. Secondo Ferdinandi “una società che ha tolto e che voglia togliere a queste bambine il diritto di essere riconosciute è una anti costituzionale”. Quello compiuto, ha proseguito, è “un atto politico, perché segna chiaramente la visione della città che vogliamo costruire insieme a voi, una città inclusiva, accogliente e laica”.