Stenta la ripresa in Umbria, meta’ dei ristoranti chiusi e negozi in attesa.

Sono trascorsi più di 20 giorni dall’inizio della Fase 2 ma per il momento in Umbria la ripresa stenta a decollare. Più o meno possiamo dire che solo il 60% scarso  delle attività hanno riaperto i battenti. Un dato che certifica le difficoltà in atto con alcune zone in piena crisi come la Valnerina e in parte il territorio di Assisi e del Trasimeno. Ma altre città importanti come Perugia, Spoleto e Orvieto stanno soffrendo molto più di quanto fosse lecito aspettarsi.  La metà dei ristoranti non ha ancora riaperto in Umbria, la speranza è che dal prossimo mese di luglio qualcuno si rimetta in moto. Una crisi che colpisce di più i ristoranti storicamente condizionati dai flussi turistici, attività quasi esclusivamente legate all’afflusso dei visitatori. Vanno meglio , invece, i ristoranti legati al mondo del lavoro che, in qualche modo, è ripartito. Critiche vengono rivolte anche alla Regione dell’ Umbria per un bando (Re-start) che prevede finanziamenti – il 50% a fondo perduto –  solo per le aziende che assumono da qui al 31 dicembre . “Ma allora diteci che non volete farcelo. Un conto è chi non licenzia, ma come si fa  a pensare che qualcuno possa assumere personale con questa crisi in cui ci troviamo. Assurdo !”, è il giudizio di Romano Cardinali, Presidente di Fipe Confcommercio Umbria in una intervista rilasciata proprio oggi al giornale ” La Nazione”. Saracinesche abbassate e prenotazioni scarse anche ad Orvieto, con gli alberghi della città che non ripartono.  Anche ad Assisi, un migliaio di attività legate al turismo, la situazione è difficile. Soltanto il 20% delle attività ricettive sono aperte , si prevede che entro la fine di giugno riapriranno non più della metà. ” Le prenotazioni sono poche, solo nel weekend”, confessa un noto albergatore della città di San Francesco. Anche a Terni la ripresa si sta dimostrando difficile. Le attività  procedono a rilento, nulla è più come prima. Secondo alcuni commercianti gli incassi  sono al 50% rispetto a prima dell’ emergenza. Stessa cosa a Spoleto con quasi 40 esercizi commerciali che non riapriranno più.  Anzi i titolari hanno messo in vendita o cercano almeno di affittare le proprie attività,  tutti negozi del centro della città : da piazza della Libertà fino a viale Marconi. . Insomma poche luci e tante ombre a distanza di tre settimane dall’ inizio della Fase 2.