Umbria, forze dell’ordine ridotte all’osso: chiude il reparto Prevenzione crimine ?
Non solo gli organici delle forze dell’ordine sono ridotti all’osso, ora a Perugia il reparto Prevenzione crimine Umbria-Marche potrebbe chiudere. L’ipotesi è stata ventilata dal Dipartimento di Pubblica sicurezza del ministero dell’Interno durante una riunione, di martedì scorso, con le organizzazioni sindacali. La situazione umbra è sempre più drammatica con una carenza di personale che non risparmia nessun ufficio. La situazione è difficile un pò dappertutto: organici ridotti nelle due Questure di Perugia e Terni, nei commissariati di Foligno, Spoleto, Orvieto, nelle sezioni della polizia Stradale di Perugia, Terni, Città di Castello, Orvieto, nelle sezioni della polizia Ferroviaria. Una vera emergenza degli organici che rischia di limitare pesantemente il lavoro delle forze dell’ordine. I pochissimi poliziotti arrivati negli ultimi mesi, che si contano sulla punta delle dita, non sono sufficienti nemmeno a bilanciare la mancanza di agenti e i pensionamenti. Un problema che riguarda tutte le forze dell’ordine dell’Umbria e che rischia di indebolire la presenza dello Stato sul territorio. Il reparto Prevenzione crimine Umbria-Marche, che conta attualmente una sessantina di poliziotti, fu insediato a Perugia undici anni fa, dopo un lungo braccio di ferro tra la nostra regione e le Marche. Una delle poche conquiste dell’Umbria degli ultimi decenni a discapito delle Marche. Nonostante la riduzione significativa del personale avvenuta negli ultimi anni, il reparto Prevenzione crimine svolge un ruolo cruciale nella prevenzione e nella repressione dei crimini. “La sua abolizione sarebbe un passo indietro nella lotta contro la criminalità e dimostra una preoccupante disattenzione verso le problematiche di sicurezza che affliggono Perugia e l’Umbria”, ha commentato Massimo Pici, segretario provinciale del sindacato unitario lavoratori di polizia (Siulp).

