Aggressioni al personale dei trasporti, dopo l’episodio di Ponte San Giovanni mobilitazione dei sindacati

Fit Cisl Umbria e Fast ferrovie chiedono interventi per fermare le aggressioni al personale dei trasporti, su gomma e ferro. Lo hanno fatto nel corso di un’iniziativa che si è svolta presso la stazione di Ponte San Giovanni dove in questi giorni si terrà un presidio. L’obiettivo è di stimolare le istituzioni ad interessarsi a questo tema. A Perugia l’ultimo episodio si è verificato alla stazione di Ponte San Giovanni venerdì scorso, dove tre capi stazione in servizio sono stati aggrediti da un viaggiatore che, secondo la denuncia della Cisl Umbria, ha prima sfondato la porta dell’ufficio movimento e poi minacciato i tre dipendenti presenti. “La frequenza delle aggressioni, non solo di carattere fisico ma anche verbale, che non sono meno gravi, è molto diffusa in Umbria. Ne vengono registrate circa 2 o 3 al mese, la maggior parte verbali, ma a volte degenerano come accaduto a Ponte San Giovanni” ha spiegato all’Ansa Fabio Ciancabilla, segretario generale Fit Cisl Umbria. Il fenomeno delle aggressioni riguarda anche “i capi treno che sono il personale più esposto, poi il personale vendita assistenza”. La Cisl chiede interventi alle aziende, per quanto riguarda i capi stazione, il rafforzamento delle porte e circuiti di videosorveglianza. Per i capi treno partirà da dicembre “l’inserimento di un nucleo di Fs Security per supportare il lavoro dei capi treno e controllare i perimetri ferroviari”. Per gli autisti, è stata chiesta la presenza dei verificatori a bordo “ma anche le barriere protettive contro le aggressioni”. Fit Cisl e Fast Ferrovie hanno chiesto a Regione e Prefettura di individuare un tavolo istituzionale con aziende e organizzazioni sindacali per avviare un percorso, raccogliere proposte e metterle in pratica, avere risorse aggiuntive per cercare di diminuire questa esposizione dei lavoratori dei trasporti. Per Christian Mancinelli, Fast Ferrovie Umbre, il personale deve poter lavorare serenamente. “Ogni giorno – ha detto – ci sono situazioni limite di aggressioni, sputi, minacce, non se ne può più”.