Ast Terni, ministro Guidi all’estero, nulla di fatto dal tavolo al Mise

Mezzo passo in avanti e uno indietro. E’ questa, più o meno, l’impressione che emerge dagli ultimi incontri al Mise sulla vertenza Ast. Di sicuro ha “pesato” l’assenza del ministro Guidi, trattenuta a Bruxelles per un impegno istituzionale. L’incontro di oggi avrebbe dovuto in qualche maniera segnare un passo avanti nella ricerca di un’ipotesi di accordo condivisa tra le parti, ma i sindacati escono così come sono entrati, con tutti i dubbi della vigilia, e con la sensazione che la proprietà resti ferma sulle sue posizioni.

Parla chiaro in questo senso il comunicato che Fim-Cisl, Fiom-Cgil, Uilm, Fismic e Ugl hanno diffuso al termine della riunione. “L’azienda – scrivono i sindacati – pur ribadendo l’intenzione a discutere senza pregiudiziali, dà l’impressione di rimanere ferma nelle sue posizioni”. Nel corso dell’incontro tecnico di oggi, l’azienda ha dettagliato le voci di costo che compongono l’insieme della contrattazione aziendale. In particolare, secondo quanto si è potuto apprendere, l’azienda vorrebbe risparmiare 12 milioni di euro (sui 40 complessivi annunciati in materia di costo del lavoro), tagliando benefit e salario variabile dei dipendenti mentre i sindacati hanno ribadito ancora oggi di ridurre questa cifra. Richiesta che non avrebbe però trovato il favore dell’amministratore delegato.

A confermare la necessità che al tavolo ci sia ministro Guidi, è il segretario nazionale della Uilm. A margine dell’incontro che ha definito “inconcludente su tutti e due i punti all’ordine del giorno (costo del lavoro e dimensione occupazionale ndr.) per cui era stato convocato” ha detto che “mai come ora diventa determinante la mediazione offerta dal ministro dello Sviluppo, Federica Guidi, che dovrà porsi in essere martedì prossimo, 30 settembre. Non abbiamo compiuto – sottolinea Ghini – alcun passo in avanti. Siamo delusi ed irritati: ora tocca al Governo fare la parte che gli compete”.

La titolare del dicastero dello Sviluppo economico, proprio questa mattina parlando a Bruxelles margine di un consiglio Ue sulla competitività, ha detto che “Su Acciai Speciali Terni sto seguendo in queste ore personalmente il tavolo di confronto tra l’azienda (Thyssen Krupp) e i sindacati, fatto nell’ottica di cercare di sostenere il rilancio industriale, competitivo di quel sito. Questa è la proposta che l’azienda ha posto su tavolo presentando un piano di rilancio industriale”. Il ministro Guidi ha anche ribadito che “il Governo metterà in campo un supporto per quello che riguarda i costi dell’energia che rientrano nello schema delle regole, delle norme e degli strumenti che abbiamo già in essere nel nostro paese”.

Il prossimo appuntamento al Mise è fissato per martedì prossimo 30 settembre. In quell’occasione ci sarà anche il ministro Guidi. Un tavolo a cui i sindacati si avvicineranno non senza preoccupazione. La scadenza del “logo Guidi” è prossima. Il 4 ottobre, infatti, termina quella sorta di “tregua” firmata il 5 settembre al ministero per cercare di trovare un accordo condiviso e alternativo, dopodiché l’azienda sarà libera dare attuazione al piano “lacrime e sangue” per il sito ternano. A meno di una proroga.

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