Cercasi nuovi lavoratori: in arrivo 13 mila assunzioni

PERUGIA – In arrivo in Umbria nuove assunzioni. Sarebbero 13 mila i posti vacanti che nei prossimi tre mesi dovrebbero esser ricoperti, secondo quanto riportato da un rapporto della Camera di Commercio i cui dati sono stati elaborati da Excelsior. Si prevede nello specifico l’assunzione da parte delle aziende private di 9.390 lavoratori in provincia di Perugia per soddisfare nuovi bisogni occupazionali mentre a livello regionale saranno 12.800. Una dinamica occupazionale in crescita. Rispetto al trimestre agosto – ottobre 2017 i posti di lavoro in più offerti dal sistema delle imprese sono 650 che corrisponde a un incremento pari al 7,4 per cento. Delle 9.390 entrate previste a settembre – novembre, l’ 84 per cento  pari a 7.888 posti sono per lavoratori dipendenti, il 16 per cento corrispondente a 1.502 per non dipendenti. Il presidente della Camera di Commercio di Perugia Giorgio Mencaroni, soddisfatto di questi numeri afferma: “L’aumentata fiducia delle imprese comincia a produrre risultati positivi sul fronte occupazionale. La disponibilità da parte del sistema delle imprese della provincia di Perugia ad offrire lavoro è in crescita: da settembre a novembre le entrate saliranno di 9.390 unità corrispondente a un più di 100 assunzioni al giorno. Va inoltre sottolineato – aggiunge – che dei 7.888 posti per dipendenti, il 31 per cento (circa 2.445) saranno a tempo indeterminato, e che le restanti 5.442 entrate saranno comunque da lavoro dipendente, con contratto a tempo determinato o a durata definita”. Tra i settori che maggiormente assorbiranno forza lavoro spicca quello dei servizi che riguarderà il 65 per cento del totale delle assunzioni previste, seguito dal Commercio (1500 posti) e le Costruzioni (850 posti). Le aziende che prevedono una maggiore assunzione sono quelle con meno di 50 dipendenti che assorbiranno il 72 per cento del totale dei posti. Per quanto riguarda invece i profili richiesti, il 14 per cento sarà destinato a dirigenti, specialisti e tecnici (ossia profili high skill), con una quota inferiore alla media nazionale che tocca il 20 per cento. Un dato allarmante è che soltanto l’8 per cento dei laureati verrà interessato a questa offerta di posti occupazionali. Ai giovani è destinato il 38 per cento delle entrate. E tuttavia si prevede che 27 aziende su 100 avranno grandi difficoltà a trovare un profilo professionale adatto alle loro esigenze.

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