Ecco perché il Coni dà ragione al Perugia: rischio standby per la B. Si va verso 21 squadre
La parola d’ordine è “prudenza” ma la decisione del Collegio di Garanzia del Coni è logica e rigorosa. Il Coni salva il Perugia, dà ragione alla società di Santopadre e ritiene granitiche le argomentazioni del ricorso presentato. Ragioni, quindi, più che fondate quelle illustrate ieri dall’avvocato del Perugia Loredana Giani. Tutto ruota intorno alla parola “perentorietà”. Infatti, il ricorso del Perugia puntava proprio sulla perentorietà dei termini per le iscrizioni. Partendo da questo presupposto si contestava l’ammissione del Lecco al prossimo campionato cadetto in quanto la società lombarda non era riuscita a presentare la documentazione completa entro il termine previsto. La documentazione era incompleta in quanto mancava la parte relativa allo stadio: lo stadio di casa non è agibile per la serie B mentre per l’Euganeo di Padova, opzione scelta per le partite casalinghe, mancava la certificazione degli organi competenti veneti. Certificazioni arrivate soltanto tre giorno dopo la scadenza dei termini per l’iscrizione. “Se per la Federazione si possono scavalcare i termini, viene da chiedersi che cosa sia la perentorietà, prevista a tutela della correttezza del campionato. Si dice che il Lecco avesse poco tempo, ma nessuno vietava al club di muoversi in anticipo”, così ha spiegato l’avvocato Giani al Collegio di Garanzia del Coni. Quindi, ogni dilazione interpretativa del termine perentorio è “ingiustificabile”. Una tesi che il legale della Figc, Giancarlo Viglione, ha fatto fatica a smontare. “Il Lecco ha meritato la promozione sul campo – ha detto Viglione – ma la Figc ha sbagliato. Quando la Lega Pro ha cambiato il calendario, il 27 aprile, avrebbe dovuto modificare il termine per l’iscrizione della vincitrice dei playoff”. Soddisfatto Massimiliano Santopadre che ha sottolineato la fondatezza delle ragioni del Perugia: ” A questo punto ci sentiamo in B”. A questo punto ci sarà il ricorso del Lecco contro la decisione del Collegio di Garanzia del Coni: prima davanti al Tar (probabilmente il 2 agosto) e, poi, in caso di esito negativo, un secondo ricorso davanti al Consiglio di Stato. Il rischio è che la B venga stravolta e messa in standby. Per questo l’ipotesi più accreditata in queste ore è quella di una B a 21 squadre. Una decisione che salva capra e cavoli.

