Indennità di esclusiva dei medici, la maggioranza si divide
La maggioranza di Palazzo Cesaroni divisa sull’indennità dei medici. Questa mattina l’assemblea legislativa ha approvato la mozione del centrodestra, con una parte dei voti del centrosinistra, sul mancato riconoscimento ai medici del servizio sanitario regionale dell’indennità di esclusività prevista dalla normativa vigente e dalla contrattazione collettiva della dirigenza medica. Nell’atto viene sollecitata la giunta regionale ad adottare interventi a salvaguardia del ruolo e delle funzioni dei medici. L’atto, presentato dalla consigliera del Nuovo centrodestra, Maria Rosi, è stato passato con i voti favorevoli del centrodestra e dei consiglieri del Pd, Brega e Smacchi, dei socialisti Buconi e Carpinelli, e del consigliere dell’Idv Brutti. Astenuti gli altri 11 consiglieri di maggioranza.
Il Consiglio invita la Giunta a riconoscere quanto dovuto ai medici del servizio sanitario regionale che lavorano in esclusività. “Si tratta di un’indennità per un’attività che è già stata compiuta negli ultimi anni”. L’indennità in Umbria interessa complessivamente 400 medici di cui circa 180 camici bianchi che prestano servizio con un contratto che non supera i 5 anni, mentre sono circa 200, secondo i sindacati, quelli in servizio da 15 anni e oltre. Il rimborso, previsto dalla legge Bindi del 1999, ammonta a 2,4milioni di euro complessivi: 2.325 euro euro l’anno lordi per i medici fino a 5 anni, 9.385 euro annui lordi per quelli in servizio fino a 15 anni, 12.791 euro annui lordi sopra i 15 anni. Si tratta di indennità che mediamente toccano i 500 euro lordi al mese. Il pagamento da parte della giunta sarebbe bloccato per la mancanza di un parere richiesto al ministero.

