Lavoro, in Umbria aumentano i dipendenti pubblici in malattia
L’Umbria è tra le regioni italiane dove i dipendenti pubblici si ammalano di più, con le assenze per malattia che tra il 2012 e il 2015 sono aumentate del 20 per cento, contro il dato medio nazionale che è pari all’11,9 per cento. A dirlo è il rapporto dell’Ufficio studi della Cgia di Mestre, analizzando i dati dell’Inps. Secondo lo studio effettuato, infatti, il cuore verde d’Italia, insieme al Molise, è la realtà in cui sono più cresciute le assenze per motivi di salute nel pubblico impiego. Dati più recenti, relativi al solo ano 2015, parlano invece di un maggior numero di assenze complessive nel privato, con 141mila certificati prodotti contro gli 87mila del settore pubblico.
In generale, in Italia, si è riscontrato che le assenze per motivi di salute nel pubblico impiego, registrate nel 2015, hanno interessato il 57 per cento di tutti gli occupati (poco più di 1 dipendente su 2); nel settore privato, invece, la quota si è fermata al 38 per cento (più di 1 dipendente su 3). La durata media annua dell’assenza per malattia dal luogo di lavoro è leggermente superiore nel privato (18,4 giorni) che nel pubblico (17,6 giorni). Inoltre, se nel pubblico gli eventi per malattia costituiscono il 25,7 per cento delle assenze totali, nel privato si riducono di oltre la metà: 12,1 per cento. Quelle da 2 a 3 giorni, invece, si avvicinano (32,1 per cento del totale nel privato e 36,5 per cento nel pubblico), mentre tra i 4 e i 5 giorni di assenza avviene il “sorpasso”; 23,4 per cento nel privato contro il 18,2 per cento del pubblico.

