Cascia, il lascito Gentili approda in tribunale e alla Corte dei Conti
CASCIA – Solo ora che le carte sono arrivate al Tribunale civile di Roma e alla Corte dei Conti di Perugia la vicenda dell’ Opera pia “Giovanni e Marta Gentili” di Logna, frazione del comune di Cascia, è esplosa. Una brutta storia di soldi che girano intorno alla gestione di un palazzetto situato a Roma, nella via del lusso per antonomasia ossia in via Condotti al civico 58, oggi occupato da una prestigiosa firma della moda.
Il problema è che quest’immobile rende alla proprietà, cioè la comunità di Logna, al momento ‘solo’ 180 mila euro all’anno mentre la Ezi S.p.A., l’azienda che lo occupa in subaffitto dalla società Condotti 2005 snc, paga la bellezza di oltre 1 milione e 250 milioni di euro all’anno.
In altre parole 1 milione e 70 mila euro di differenza: un abisso tra quanto riceve l’Opera pia di Logna e quanto pagato dall’affittuario. Un vero e proprio affare per chi, nella realtà, gestisce questo prestigioso immobile. Sicuramente non per l’Opera pia di Logna che in tutti questi anni ha subito un salasso economico che ha penalizzato tutta la comunità che ora ha deciso di rompere gli indugi e, falliti i tentativi di mediazione, si è rivolta al Tribunale civile di Roma al fine di ottenere “la dichiarazione di nullità, l’annullamento, inefficacia, risoluzione dei contratti di locazione intercorsi con Condotti 2005 snc (già Condotti 2005 srl e Campanile e Spatarella spa poi Campanile srl) e dei contratti connessi e derivati, con richiesta di restituzione dei locali e risarcimetno dei danni e refuzione spese legali”.
La Corte dei Conti, invece, dovrà valutare eventuali danni e responsabilità poiché il lascito “Giovanni e Marta Gentili” è pur sempre patrimonio pubblico che, in nessun modo, può essere gestito come patrimonio privato a beneficio di pochi.
Cui prodest? Dicevano gli antichi romani. A chi giova? Chi, in tutti questi anni ha tratto vantaggio da una situazione che oggi viene alla luce nella sua assurda ambiguità?
Altra domanda: chi ha gestito e stipulato in tutti questi anni i contratti che hanno creato queste disparità economica tra il beneficio ricevuto dall’Opera Pia – e quindi dall’intera comunità di Logna – e la società che ha in gestione l’immobile?
Nel corso del tempo la gestione è cambiata: all’inizio era il parroco del paese con un consiglio e l’assemblea dei capifamiglia di Logna a prendersi cura del lascito. Dal 2003, con la soppressione della parrocchia, è subentrato l’arcivescovo di Spoleto Norcia al posto del parroco. Tutto questo fino al 2012 quando l’arcivescovo Renato Boccardo si è dimesso dopo le polemiche scaturite dalla sua decisione unilaterale di allungare fino al 2034 il contratto di affitto dell’immobile di via Condotti per evitare – a suo avviso – pretese risarcitorie visto che c’era stata già nel 2005 una causa intentata dall’Opera Pia presso il Tribunale di Roma che era stata respinta.
Alle dimissioni dell’arcivescovo Boccardo è seguito un commissariamento da parte della Regione Umbria fino alla modifica dello Statuto che ha dato il diritto di voto a tutti i residenti maggiorenni superando di fatto la figura dei capifamiglia. L’attuale consiglio di amministrazione è formato dal presidente Pierino Geremia Carosi, dal vicepresidente Carlo Capozzucca e dai consiglieri Antonio Tonni, Rossana Di Curzio e Marcella Maringalli.
Con l’insediamento del nuovo consiglio di amministrazione i verbali vengono pubblicati all’albo pretorio del comune di Cascia: una operazione di ‘trasparenza” che in passato non è mai stata mai applicata.

