Narni, nuova Elettrocarbonium: la produzione riparte a luglio. La nuova proprietà spiega progetti e tempi

NARNI – Rinasce la Elettrocarbonium con tre obiettivi chiari: la ripresa dell’attività a luglio, la ricollocazione di tutti i lavoratori e la diversificazione della produzione. Lo stabilimento di Narni Scalo, ex Sgl Carbon ora acquisito da Morex, torna alla sua denominazione storica che richiama il passato glorioso della fabbrica di elettrodi di grafite. Una rinascita con una nuova proprietà che mira “a rilanciare la produzione in un’ottica di assoluta competitività, riassorbendo gradualmente il personale di quella che era la Sgl Carbon”, come ha sottolineato l’amministratore delegato Michele Monachino oggi a Narni per la presentazione del nuovo asset.

“Il grave momento di crisi – ha continuato Monachino – non può giustificare la chiusura di uno stabilimento che, per storia e qualità del prodotto, rappresenta una vera eccellenza italiana”.

In apertura del suo intervento Monachino ha raccontato un aneddoto “Quando qualche tempo fa – ha detto – venni per la prima volta a Narni e salii in paese, capii subito quanto fosse forte e radicato questo attaccamento. Probabilmente è stato questo uno dei motivi che mi hanno fatto ‘innamorare’ dell’idea di rilevare la proprietà e ripartire con nuovi progetti”.

“Riteniamo che lo stabilimento abbia tutte le potenzialità per rinascere” ha detto Monachino, che ha intenzione di avviare un programma globale di rivitalizzazione dell’intera area industriale di Narni.

Da qui a dicembre 2016 sono previsti circa 6 milioni 800 mila euro di investimenti che, oltre ad ampliare la gamma di prodotti, serviranno anche ad incrementare i livelli di automazione dello stabilimento e produrre ‘in house’ nippli, che precedentemente erano acquistati all’estero. Verrà inoltre incrementato il grado di autonomia ed efficienza energetica dello stabilimento attraverso la realizzazione di un impianto fotovoltaico da un megawatt e di una centrale cogenerativa a biomasse solida di potenza compresa tra 2 e 5 megawatt. La centrale, che avvierà l’attività entro il 2016, prevede un investimento compreso tra gli 8 e i 20 milioni. Successivamente, nel triennio 2016-2018, è prevista la riqualificazione dell’area dello stabilimento, da anni inutilizzata, denominata Narni 1, dove verrà creata una zona dedicata ad attività artigianali-industriali ed una al terziario e alla logistica.

All’interno dell’area in questione, un edificio sarà interamente dedicato agli incubatori di impresa e alle start up, da riportare all’interno della rete nazionale di incubatori. “E’ nostro auspicio – ha spiegato ancora Monachino – raggiungere nel corso del secondo semestre 2016 i medesimi livelli occupazionali del 2014, in linea con lo sviluppo dell’attività produttiva”.

In merito alla produzione, l’obiettivo è di raggiungere le 6.000 tonnellate nel 2015 e le 12 mila nel 2016, poi sempre a crescere fino alle 20 mila del 2019

Sul fronte occupazionale l’azienda punta a raggiungere, nel secondo semestre del 2016, gli stessi livelli occupazionali del 2014. La forza lavoro riprenderà gradualmente l’attività a partire dal prossimo mese di marzo e non sono escluse successivamente nuove assunzioni.

Intervenendo alla presentazione, la presidente della Regione, Catiuscia Marini, ha ricordato l’impegno collettivo che c’è stato a livello istituzionale e ha posto l’accento sull’unità di intenti mostrata in Regione dai consiglieri di maggioranza e di opposizione.  “Questa nuova realtà – ha detto la presidente Marini – è il risultato di un gioco di squadra fra tutte le istituzioni e il governo. L’industria di Terni e Narni non è fine a se stessa, è infatti importantissima per l’Umbria e per l’Italia”.

Poi la presidente ha sottolineato l’importanza “storica” che ha lo stabilimento, non solo in Umbria ma a livello nazionale ed internazionale. “Sgl ha fatto delle scelte – ha detto la presidente – dettate da ragioni che nulla hanno avuto a che vedere con le potenzialità che ha questo sito produttivo che non è mai stato uno stabilimento ‘decotto’, tutt’altro”.

“La storia ha avuto una sua continuità, come era giusto che fosse – ha detto il presidente della Provincia, Leopoldo Di Girolamo – Le comunità di Terni e Narni hanno dimostrato di essere coese a difesa della loro tradizione industriale, del lavoro e conseguentemente di settori produttivi importantissimi non solo per il nostro territorio e l’Umbria ma anche per l’intero paese”.

“Abbiamo passato periodi – ha aggiunto il presidente – nei quali si pensava che chimica e siderurgia fossero ormai settori superati e che si dovessero fare lontano dall’Italia perché troppo impattanti dal punto di vista sociale e ambientale. Non è così,  le produzioni moderne possono sostenersi per proseguire lo sviluppo del manifatturiero che rimane ancora il settore più importante dal punto di vista occupazionale, dell’export, della ricerca e dell’innovazione”.

Per il sindaco di Narni, De Rebotti: “È un grande risultato prima di tutto perché si salvano posti di lavoro e perché si garantisce continuità produttiva nel settore degli elettrodi di grafite che era la priorità essendo una produzione richiesta dal mercato e caratterizzante la fabbrica narnese. Una fabbrica- ha sottolineato – che non era affatto decotta e che anzi ha livelli produttivi importantissimi e di grande qualità. Tutto questo è stato possibile grazie alla collaborazione delle istituzioni, della comunità narnese, del ministero, e in particolar modo del vice ministro de Vincenti, e dei sindacati che hanno fatto un lavoro splendido, ricco di passione e competenza”.

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