Perugia, Laurea honoris causa a Bartolomeo I Patriarca Ecumenico di Costantinopoli

PERUGIA – Dopo i momenti intensi e di profonda fratellanza vissuti nella cattedrale di San Lorenzo, dove Bartolomeo I è stato accolto dal cardinale Gualtiero Bassetti ed ha presieduto la preghiera ecumenica per la pace, all’Università per stranieri il Patriarca, atteso dal Magnifico rettore Giovani Paciullo,  ha ricevuto una laurea “Honoris causa” in “Relazioni internazionali e cooperazione allo sviluppo”

Nella Laudatio per il conferimento della Laurea Honoris causa al Patriarca Ecumenico di Costantinopoli, Bartolomeo I, il Prof. Impagliazzo ha ricordato come “gli ultimi cento anni della sua esistenza hanno rappresentato, per Costantinopoli, “seconda Roma”, un tempo di debolezza e di terribili prove, alle prese con il volto violento e intollerante dei nazionalismi, con la Grande Guerra, i disegni di annientamento della presenza cristiana, la nascita di una Turchia laica”.

“In tale complicato contesto – ha continuato Impagliazzo – sono emerse grandi figure di patriarchi, come Meletios, Atenagora, Dimitrios, Bartolomeo. Nella debolezza, essi hanno avuto la forza di incarnare una visione controcorrente, unitiva, riconciliante, lavorando per l’unità delle Chiese ortodosse e di tutte le Chiese cristiane, per la pace, e più recentemente, con grande impegno, per la salvaguardia del creato”.

Per Impagliazzo “Bartolomeo, in particolare, ha saputo interpretare e dare senso alla sua missione ben al di là dei confini della minoranza greca in Turchia” e i suoi “venticinque anni (il prossimo novembre) del ministero del Patriarca Bartolomeo costituiscono un condensato di questa missione, da poco coronata dalla realizzazione di un evento di straordinaria importanza, il Concilio panortodosso tenutosi a Creta nel giugno scorso: un sogno accarezzato da tanti decenni e si potrebbe dire anche da un millennio”.

Il Presidente della Comunità di Sant’Egidio ha sottolineato che Bartolomeo I “ha saputo unire nella sua persona i due mondi, quello orientale e quello occidentale” tanto per il suo saper “esprimere la saggezza dell’Oriente nel linguaggio dell’Occidente” quanto per la sua “perfetta conoscenza delle lingue latina, italiana, francese, inglese e tedesca”. Rivolgendosi a Bartolomeo I ha detto: “Lei ha saputo essere un ponte tra le due culture, quella orientale bizantina e quella occidentale latina.
Per questo, santità, Lei è un passeur tra mondi differenti, l’Oriente e l’Occidente, il Mediterraneo, la cultura asiatica e via dicendo. La sua personalità, la rete ecclesiale della sua Chiesa, venticinque anni di viaggi e di incontri –come mai i suoi predecessori- fanno di lei un costruttore di ponti, proprio nel senso profondo della parola: pontifex”.

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