Precari del terremoto in presidio davanti a Palazzo Cesaroni. La richiesta: “Vogliamo stabilità”

PERUGIA – Sono in presidio da lunedì mattina davanti a Palazzo Cesaroni i “precari del terremoto”. Una trentina di lavoratori assunti con la legge 61 del ’98, in servizio ancora in vari comuni umbri (Nocera Umbra, Valtopina, Vallo di Nera e Monte Santa Maria Tiberina), andati avanti di proroga in proroga e ora arrivati all’ennesimo giro di boa. Il loro contratto scade il 31 dicembre e c’è bisogno di una proroga o di una stabilizzazione definitiva. E’ quello che chiederanno al Consiglio regionale, convocato per domani e al quale è stato chiesto un incontro, così come è stato fatto per tante vertenze e tanti lavoratori. Da studiare una soluzione tecnica, in quanto l’intenzione e la volontà di una proroga ci sarebbe. Ecco quindi la necessità di un incontro che coinvolga sì i consiglieri regionali e la politica, ma anche che studi fattivamente la strada per assicurare loro un processo di stabilizzazione.

smacchi terremotoIn mattinata i lavoratori hanno ricevuto la visita del consigliere regionale Andrea Smacchi (Pd) e del capogruppo della Lega Nord, Emanuele Fiorini. “La nostra intenzione è quella di risolvere la situazione di precarietà di questi trenta lavoratori, ormai da anni in una condizione di incertezza e instabilità lavorativa”, ha spiegato Smacchi incontrandoli.

Nel corso della mattinata i lavoratori hanno ricevuto anche la visita della presidente dell’Assemblea legislativa Donatella Porzi e del vicepresidente Valerio Mancini, i quali hanno ribadito l’impegno alla ricerca di un percorso che possa sanare la condizione di precarietà dei lavoratori.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.