Sisma, Cascia, gli anziani non se ne vogliono andare: “Disposti a vivere nel palasport”

CASCIA – Sono disposti a vivere tutti insieme in un palasport piuttosto che lasciare la loro città: a Cascia gli anziani non ne vogliono sapere di essere trasferiti altrove, lontano dalla loro casa, nemmeno temporaneamente. Aspettano i container e nel frattempo molti di loro vivono insieme al palazzetto dello sport, dove sono stati accolti subito dopo il sisma.

Alloggiano qui oltre cento persone, quasi tutte sopra i 70 anni. “Viviamo qui da sempre – dicono alcuni di loro – e ora pensare di andar via significa morire. Aspetteremo i prefabbricati, poi ricostruiranno speriamo”.

Nei giorni scorsi, hanno ricevuto la visita dell’assessore regionale alla Sanità e al Sociale, Luca Barberini.
“Molti degli anziani residenti a Cascia – ha riferito l’assessore all’agenzia Ansa – sono stati subito accolti nel locale palasport, un edificio di cemento armato che, dal punto di vista strutturale, rappresenta lo spazio al momento più sicuro di tutti. L’impianto è stato immediatamente reso il più confortevole possibile, pur considerando che si tratta di una situazione di emergenza. È stato riscaldato, i bagni sono stati dotati di acqua calda, in poche ore sono arrivati letti e coperte. Al momento sono assistite qui circa 120 persone, per lo più anziane, spesso intere famiglie. L’attenzione dal punto di vista sanitario e sociale è massima, ci sono medici, infermieri, psicologi e volontari che garantiscono presenza continua. È stato allestito anche un maxi schermo per la proiezfullsizerender-99ione di film, per alleggerire un po’ la tensione”.
“A tutti – ha proseguito l’assessore – abbiamo chiesto di sistemarsi temporaneamente in strutture alternative, in case di cura o negli alberghi messi a disposizione in altri territori della regione, ma c’è stato risposto che preferiscono restare qui, vicini alla loro casa. L’ho chiesto anch’io, personalmente, parlando con tutti loro. Ma queste persone poco importa di dormire in un palasport o dividere il bagno con tante altre persone, vogliono solo restare nella loro città. Una tenacia, un radicamento è una forza che in ogni caso merita rispetto. Di certo stiamo lavorando per rendere questa situazione meno difficile e lunga possibile”.
Facendo il punto sulla situazione dei servizi socio-sanitari nelle zone terremotate, Barberini ha evidenziato che a Cascia, dove il presidio di primo soccorso e il centro di riabilitazione sono inagibili dopo il sisma del 30 ottobre, verrà allestito un centro sanitario di base da circa 600 metri quadrati coperti, con tutti i servizi sanitari essenziali per la popolazione”. Si tratta di un Pass(Posto di assistenza socio-sanitaria), simile a quello attivato a Norcia, in grado di ospitare attività di emergenza, ambulatoriali, sostegno psicologico e servizi di riabilitazione. “L’obiettivo – secondo Barberini – nonostante le difficoltà, è garantire risposte adeguate ai bisogni dei cittadini colpiti dal terremoto, in particolare ai più fragili come anziani bambini. Sin dall’inizio, è stata massima l’attenzione dal punto di vista sanitario e sociale. La struttura di Cascia, specializzata in riabilitazione, al momento del sisma ospitava una trentina di persone non in grado di muoversi facilmente ed è stato subito evacuato con i pazienti trasferiti nel presidio ospedaliero di Foligno. Poche ore dopo, è stato attivato un Posto medico avanzato con medici e infermieri pronti ad assistere la popolazione”.

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