Terni, caos al Centro per l’impiego. La Regione apre un’inchiesta

TERNI – Il caos al Centro per l’impiego di Terni riempie i social e costringe la Regione ad intervenire. Ma andiamo con ordine e ricostruiamo una giornata, quella di giovedì, abbastanza complessa.

Il caso è raccontato da Matteo, un ragazzo che posta il caso sui social. La sua storia è quella di chi accompagna la fidanzata al Centro per l’impiego, per presentare la sua domanda di disoccupazione. Ma per cinque mattine non ci riesce, troppa fila e difficoltà del personale a smaltire gli utenti. Ritenta nel pomeriggio, ma anche questa volta non riesce perché gli uffici stavano smaltendo gli utenti della mattina. Esasperato la situazione si scalda e c’è anche un piccolo “scontro” con un usciere.

Un vero disservizio, anche documentato, che fa montare la polemica sui social e che spinge l’assessore regionale Fabio Paparelli ad intervenire. “Nello scusarmi a nome delle istituzioni pubbliche per l’episodio accaduto e documentato nel video e relativo al comportamento di un dipendente del Centro per l’Impiego di Terni, la pregherei di contattarmi al più presto per definire un incontro con lei ed avere un quadro completo di quanto accaduto, al fine di assumere i necessari provvedimenti. Nel frattempo ho dato mandato di aprire una commissione d’indagine sull’accaduto per individuare le responsabilità ed i necessari e conseguenti provvedimenti. Mi scuso ancora e assicuro che andrò fino in fondo, nella consapevolezza che occorre adempiere ad un impiego pubblico con ‘disciplina ed onore’, come recita la nostra Costituzione. La materia organizzativa – aggiunge il vice presidente della Regione – non attiene alla politica ma anche questo aspetto sarà oggetto di valutazione”.

Parla anche la Lega, con David Maggiora, il vice coordinatore comunale del Carroccio, che riferisce di “Mancanza di organizzazione, disinteresse della politica locale ed esasperazione dei cittadini, il tutto condito da una crisi economica che ancora attanaglia la città: ecco cosa c’è alla base di quanto accaduto al Centro per l’impiego di Terni dove è scoppiato un parapiglia tra un utente e un dipendente”. L’intervento è di Devid Maggiora, vicecoordinatore della Lega Terni che già nel dicembre del 2016 denunciò lo scandalo dei numeri limitati e delle persone in fila, per ore al freddo, di fronte agli uffici del Centro, sottolineando le lacune del servizio e criticando le ipotesi di depotenziamento dello stesso”.

“Come se già non bastasse il dramma della disoccupazione e dell’incertezza del futuro che tocca moltissimi cittadini che si rivolgono al Centro per l’impiego – prosegue Maggiora – ad aggravare la situazione è la disorganizzazione nella quale versa il servizio, la carenza di personale e la scelta molto discutibile di limitare gli accessi all’ufficio: tutto questo ha creato esasperazione e tensione tra le persone. Episodi come questo – continua Maggiora – mettono in luce la reale distanza delle istituzioni dai problemi dei cittadini. La sinistra al governo della città e della Regione dovrebbe mettere sempre al primo posto il lavoro e impegnarsi per creare condizioni di vita dignitose per i cittadini. E invece, a distanza di oltre un anno, le promesse degli assessori competenti sono tutte disattese”.

Come da copione i problemiI fatti accaduti ieri, 19 gennaio, presso il Centro per l’impiego di Terni, ci rimandano alla solita domanda che vale per tutti i servizi pubblici: le Istituzioni, che siano i Governi nazionali o Regionali o Comunali, hanno interesse che questi servizi funzionino? Oppure il disservizio è propedeutico ad una privatizzazione?

Quanto accaduto ieri è solo la punta di un iceberg. Più volte come Cgil Fp abbiamo denunciato attraverso i media e rappresentato alle istituzioni le problematiche che derivano dalla mancanza di organici (circa 30 operatori, alcuni part time, per tutta la provincia di Terni), strumenti informatici non sempre funzionanti, aumento della burocrazia che attiene alle nuove procedure, carenza di materiali e strutture spesso inadeguate e non a norma di legge.

A tutto ciò va anche aggiunto come la Riforma Del Rio (Riordino delle Province) abbia creato, come spesso accade in questo paese, confusione e smarrimento nel personale, un personale “apolide“, che solo da pochi giorni ha saputo da chi dipenderà in futuro, grazie ad un pre-intesa sottoscritta con la Regione dell’Umbria che contempla il passaggio del personale in una apposita Agenzia Regionale. L’intesa in questione prevede che le Province provvedano all’ampliamento di orario di una parte di personale che ancora oggi opera con un profilo orario ridotto. Come Fp Cgil, insieme alle altre organizzazioni sindacali, intendiamo vigilare con grandissima attenzione sulla sua piena applicazione, confrontandoci sempre con le assemblee del personale.

La Cgil difende i lavoratori. “La delicatezza e l’importanza del servizio che il Centro svolge in un contesto lavorativo come quello della Provincia di Terni, sempre più in difficoltà, merita una attenzione particolare da parte di chi è deputato alla Governance di tali strutture. Hanno ragione i cittadini che protestano: certi disservizi non sono ammissibili”, dicono Giorgio Lucci Seg. Gen.le FP CGIL TERNI e Fabrizio Fratini Seg. Gen. Le FP CGIL UMBRIA.

“Fa piacere però leggere sui media che i cittadini, nonostante i disagi, hanno compreso che le responsabilità non possono essere attribuite agli operatori, che, costretti a lavorare sotto pressione per le già citate gravi carenze di organico, in diversi casi in passato sono dovuti ricorrere alle forze dell’ordine per garantire la propria incolumità.
Come Cgil Fp continueremo a denunciare questi disservizi, ovunque essi si presentino, Centri per l’Impiego, Sanità, Scuola, Trasporti, perché in un paese civile e visto anche l’alto livello di tasse a cui sono sottoposti (in particolare lavoratori dipendenti e pensionati, che da soli pagano l’80% dell’Irpef complessivo), i cittadini hanno tutto il diritto di esigere attenzione, qualità nei servizi e rispetto delle proprie esigenze”.

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