In Valnerina aprono le due Case della comunità di Norcia e Cascia: rinascita sanitaria e sociale dopo il sisma
Da giovedì 4 giugno, nel distretto della Valnerina, aprono le Case di Comunità di Norcia e Cascia, simbolo – afferma la Usl Umbria 2 – della piena ripresa sociale e dei servizi sanitari dopo gli eventi sismici del 2016. La Casa della comunità di Norcia, in via dell’Ospedale, è una struttura hub posta al piano terra dello stabile dove è in ristrutturazione l’Ospedale di zona disagiata. Al suo interno sono presenti il Cup-Centro unico di prenotazioni, il Pua-Punto unico di accesso ai servizi sociosanitari, ambulatori di medicina generale, continuità assistenziale, Aft-Aggregazioni funzionali territoriali, ambulatori organizzati in cui i medici di medicina generale e di continuità assistenziale lavorano in team per garantire assistenza e visite, servizi infermieristici territoriali, ambulatori specialistici e per i percorsi di Medicina d’iniziativa oltre ad ampi spazi dedicati al terzo settore. La Casa della comunità è stata realizzata con fondi Pnrr per un importo di 198.250 euro. La Casa della comunità di Cascia, in via Giovanni XXIII, anche questa hub, si colloca al piano terra della struttura, anche questa in fase di ricostruzione, dove a breve sarà presente un Ospedale di comunità ed una struttura riabilitativa. Al suo interno, in un contesto estremamente luminoso con ampie superfici vetrate, sono presenti il Cup, il Pua, ambulatori di medicina generale, continuità assistenziale, servizi infermieristici dedicati, ambulatori specialistici e sale per l’associazionismo e la cooperazione sociale. Anche quest’opera è finanziata con fondi Pnrr, per un importo pari a 157.250 euro ed ha previsto significativi interventi di ristrutturazione e l’installazione di un impianto fotovoltaico a copertura. “L’apertura delle Case di comunità di Norcia e Cascia – sottolinea la Usl Umbria 2 – rappresenta il cardine della rinascita sanitaria, sociale e civile della Valnerina. Questo traguardo segna il superamento della fase emergenziale post-sisma 2026, restituendo alle comunità locali una rete di assistenza territoriale moderna, inclusiva e resiliente”.

