Carceri umbre al collasso, situazione esplosiva a Spoleto: 6 agenti e 2 detenuti in ospedale

Sei agenti di polizia penitenziaria portati all’ospedale di Spoleto, in seguito a un incendio che ha interessato il carcere di Maiano nella tarda serata di Capodanno. Due poliziotti sono stati trattenuti in osservazione all’ospedale anche se – riferisce la Usl Umbria 2 – “non destano alcuna preoccupazione”. L’incendio, che ha causato intossicazioni da fumo, ha provocato un allarme, anche fra il personale medico dell’ospedale, che però è rientrato presto. Il bilancio è pesante. Il tutto è nato quando un detenuto ha avuto una reazione violentissima contro gli agenti e, utilizzando delle bombolette del gas di cui disponeva per cucinare, che ha lanciato verso altri detenuti e la stessa polizia, ha avviato un incendio. Purtroppo la situazione delle carceri umbre è sempre più drammatica e gli appelli di questi mesi sono caduti nel vuoto. Malgrado le tante promesse fatte dal governo nazionale e dai suoi rappresentanti in occasione delle tante visite nelle carceri umbre. Ad intervenire sulla vicenda è il garante dei detenuti della Regione Umbria, Giuseppe Caforio, che ha definito “gravissimo” l’episodio avvenuto nel carcere di Spoleto. Il garante ha spiegato che intorno alle ore 19 del 31 dicembre un detenuto, appena ricevuto la terapia e nel momento in cui si procedeva alla chiusura delle celle, ha avuto una reazione violentissima  contro gli agenti utilizzando delle bombolette del gas di cui disponeva per cucinare, che ha lanciato verso altri detenuti e la stessa polizia, avviando un incendio in una cella occupata da un uomo arrivato poche ore prima dalla Toscana con problemi anche di natura psichiatrica. Da lì è partito un incendio che ha comportato l’intervento massiccio della polizia penitenziaria e alla fine, pur essendo stato domato, il risultato è stato sei agenti portati in ospedale con prognosi varie e due detenuti ricoverati in stato di osservazione. Sono stati trattenuti in osservazione anche due agenti della polizia penitenziaria. Altri agenti e detenuti sono stati curati dalla struttura sanitaria interna . In questo momento, afferma il garante, la situazione è rientrata ma la sezione interessata è stata completamente chiusa. I detenuti sono stati trasferiti transitoriamente in un’altra area che è quella destinata ai corsi alla formazione del carcere stesso. “La situazione è veramente esplosiva – ha sottolineato Caforio – e non c’è scappato il morto solo per la bravura degli agenti della Penitenziaria e per il senso di responsabilità che altri detenuti hanno mantenuto in un contesto estremamente difficile. Ormai si è stanchi di lanciare appelli, c’è uno scoramento complessivo di tutto il sistema carcerario e  gli appelli, l’ultimo ieri sera nel discorso di fine anno del presidente Mattarella, vi è totale immobilismo”. Per il garante dei detenuti della Regione Umbria, “se non si interviene immediatamente la situazione potrebbe sfuggire di mano e dopo alla responsabilità politica si aggiungerà  anche quella giuridica di chi, dovendo e potendo nulla ha fatto”.