La Pasqua dei monaci benedettini di Norcia: il messaggio dell’abate Benedetto Nivakoff

“In un tempo in cui la conoscenza, grazie anche all’intelligenza artificiale, diventa sempre più rapida e apparentemente efficace, la Pasqua ci pone davanti a un mistero che non può essere compreso in alcun modo ordinario”. E’ il cuore del messaggio pasquale dei monaci benedettini di Norcia, diffuso dall’abate, Benedetto Nivakoff. Nel testo, rivolto a “parenti e amici”, si richiama il significato della Risurrezione come evento che supera ogni logica umana: “Un uomo viene crocifisso, risorge dai morti, ascende al cielo e compie la sua missione: riconciliare tutti al Padre”. Un mistero che, si sottolinea, continua a suscitare oggi “meraviglia e speranza”, anche in un tempo segnato da apparenti certezze e progresso tecnologico. L’abate richiama anche l’esperienza concreta della comunità monastica, tra viaggi e accoglienza. Nei mesi scorsi, alcuni monaci sono stati in Asia, tra Taiwan e Giappone, per attività legate anche alla promozione della Birra Nursia e per incontri con comunità cattoliche locali, rilevando una particolare apertura delle culture orientali al senso del mistero e della ricerca interiore. Non manca un riferimento alla vita quotidiana del monastero, segnato anche da esigenze pratiche: ampliati gli spazi per i fedeli dopo l’aumento delle presenze, con la creazione di un nuovo oratorio accanto alla chiesa del XVI secolo, e rafforzati i legami con altre comunità religiose negli Stati Uniti e in Francia. Infine, una nota di vita semplice e concreta: “Il nostro pollaio ha ora 50 nuovi abitanti”, scrive l’abate, “così possiamo avere le nostre uova di Pasqua”. Il messaggio si conclude con la speranza di “una vita nuova, che Dio doni a ciascuno”.