Spoleto, maggioranza in frantumi: approvata mozione di censura per Sindaco e Assessore

Colpo di scena a Spoleto dove, con i voti determinanti di alcuni consiglieri di maggioranza, è passata la “mozione di censura” nei confronti del sindaco Andrea Sisti e dell’assessore delegato all’Urbanistica Manuela Albertella, ritenuti “responsabili del mancato coordinamento e dell’inerzia amministrativa sul fronte urbanistico”. Se non è un voto di sfiducia poco ci manca. Sicuramente si tratta di una mossa politica forte che mette a soqquadro la tenuta dalla maggioranza in vista delle prossime elezioni amministrative. Il tutto avviene a pochi giorni dalla decisione della direzione regionale del Pd umbro che ha stabilito la conferma dei sindaci di Spoleto e Città di Castello (primo mandato) del “Patto Avanti”. La “mozione di censura” è stata approvata con i 10 voti favorevoli dei sette consiglieri di centrodestra e di tre consiglieri di centrosinistra non in linea con Sisti, 9 contrari arrivati dai banchi della maggioranza e 5 astenuti. Nei dieci voti favorevoli, oltre ai sette dei consiglieri di centrodestra,  si sono aggiunti quelli di Giancarlo Cintioli, Paolo Piccioni e Donatella Loretoni. Decisivi sono stati però gli astenuti: Vania Buffatello, Marco Trippetti (presidente del Consiglio comunale), Arianna Panetti, Nadia Fibraroli, Egisto Fede.  Mozione di censura che era al 34esimo punto dell’ordine del giorno e nessuno immaginava di discutere nella seduta di ieri. La mossa del cavallo è stata fatta dal consigliere socialista Paolo Piccioni che ha chiesto di trattare subito l’atto. La proposta è stata, quindi, messa a votazione: i voti favorevoli sono stati addirittura 17. Ai dieci dell’opposizione si sono aggiunti quelli dell’intero gruppo del Pd. Non meno pesante è il contenuto della “mozione di censura”, illustrata in aula dal consigliere Paolo Piccioni. Con l’atto viene censurata “l’incertezza normativa che sta causando un blocco edilizio e una perdita di opportunità per investimenti strategici” nello spoletino e la gestione politica della delega all’urbanistica viene giudicata “priva di una visione organica e trasparente, ignorando le istanze dei cittadini”.