Torna il rosone romanico sulla facciata di Sant’Eutizio a Preci: ricostruito dopo le macerie del sisma
E’ stato ricollocato sulla facciata della chiesa dell’Abbazia di Sant’Eutizio di Preci il rosone romanico ricostruito dopo una minuziosa selezione delle macerie e la ricomposizione dei frammenti originali. Il manufatto, distrutto dal sisma del 2016, torna così a illuminare la Valle Castoriana. La cerimonia ha segnato una nuova tappa del recupero del complesso abbaziale: l’arcivescovo di Spoleto-Norcia monsignor Renato Boccardo, ha scoperto il rosone e lo ha benedetto tra gli applausi dei presenti. “Rivedere pezzi dispersi del rosone e della facciata rimessi insieme in armonia – ha detto Boccardo – ci fa dire che la ricostruzione è possibile”. Aggiungendo: “Accanto a quella delle strutture procede anche la ricostruzione delle relazioni, che hanno bisogno di luoghi in cui manifestarsi, e Sant’Eutizio è uno di questi”. Alla cerimonia erano presenti, tra gli altri, il parroco don Dieudonnè Mutombw Tshibang, l’emerito don Luciano Avenati, la sovrintendente umbra Francesca Valentini, tecnici e progettisti e rappresentanti dell’amministrazione comunale di Preci. “E’ un giorno importante per la nostra comunità – ha commentato il sindaco – e ringrazio Archidiocesi, commissario Castelli, Regione e Soprintendenza per la collaborazione”. La sovrintendente Francesca Valentini ha sottolineato il valore simbolico dell’intervento: “La restituzione del rosone rappresenta un risultato importante, frutto della collaborazione tra istituzioni, ditte e restauratori, nel rispetto dell’autenticità di un capolavoro romanico”. Per l’Ufficio speciale ricostruzione, Gianluca Fagotti ha ricordato la complessità dell’operazione sull’abbazia, che coinvolge chiesa, monastero, campanile e rupe, con un investimento pari a 22,5 milioni di euro. Il ricollocamento del rosone segue un lungo lavoro di pulitura, schedatura, consolidamento, unione dei frammenti, integrazione delle parti mancanti e assemblaggio in laboratorio, fino al posizionamento definitivo sulla facciata. I lavori proseguono anche sul monastero e sulla rupe, dove sarà ricostruito il campanile.

