Truffa di criptovalute: Procura di Spoleto chiede processo per 25 persone. L’inchiesta partita da Cascia, promessi finti guadagni facili
Una presunta attività illecita legata all’acquisto di criptovalute è stata scoperta nel corso di una lunga indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Spoleto, al termine della quale è stato richiesto il rinvio a giudizio per 25 persone. Gli indagati, in base a quanto ricostruito dagli investigatori, nell’ambito di un sistema piramidale ben strutturato, promettevano elevati guadagni ad una vasta platea di investitori interessati all’acquisto di una criptovaluta il cui valore era, asseritamente, collegato alle quotazioni dei diamanti e alla commercializzazione dei Big Data. Un prodotto finanziario che veniva pubblicizzato sul web e sui più noti social network. Agli stessi sono stati contestati i reati di truffa, di abusivismo finanziario e di autoriciclaggio perché l’attività veniva svolta in assenza delle autorizzazioni e perché le somme di denaro ottenute attraverso le condotte illecite – spiega la Procura – erano reimpiegate in attività finanziarie e speculative. La “complessa e meticolosa” attività di indagine, cominciata nel 2022, è stata svolta dai nuclei speciali di polizia valutaria di Milano, Roma e Perugia, e dalla guardia di finanza di Perugia. L’inchiesta ha avuto inizio dopo le denunce di alcune persone che avevano consegnato i loro risparmi a un imprenditore domiciliato a Cascia, originario di Roma, e che aveva promesso importanti guadagni. Sarebbero più di ventimila le vittime della truffa.

