Un etto e mezzo di hashish per un detenuto del carcere di Spoleto: intercettato un pacco con la droga

Quasi un etto e mezzo di hashish, nascosto in un pacco di generi alimentari, indirizzato a un detenuto albanese rinchiuso nel carcere di Spoleto, è stato scoperto e sequestrato dagli agenti della polizia Penitenziaria. Il segretario regionale del Sappe, Fabrizio Bonino, si congratula con gli agenti per l’operazione e ricorda la “grave emergenza strutturale che interessa sempre di più il penitenziario spoletino”. La brillante operazione della polizia Penitenziaria  di Spoleto conferma il binomio sempre più forte, e per questo difficile da contrastare, carcere e droga. Secondo i dati dell’Osservatorio europeo delle droghe (Euda), nelle carceri entra di tutto sempre più facilmente e sempre in maggiori quantitativi. Pochi controlli, aumento della popolazione carceraria, corruzione: sono i principali problemi che fanno crescere nelle carceri il numero di clienti potenziali e il giro d’affari. Le droghe, come nel caso di Spoleto, vengono introdotte nelle carceri in vari modi, tra cui l’occultamento interno da parte di persone, visitatori e addirittura con i droni. Lo stesso Fabrizio Bonino e alcuni parlamentari che visitano le carceri italiane, come il deputato Fabrizio Benzoni, hanno più volte denunciato il fenomeno, sempre più diffuso. “C’è stato raccontato – ha riferito il deputato – che ci sono addirittura dei detenuti che sperano di rientrare il prima possibile in carcere dopo essere usciti, perché la droga in carcere si vende a dieci volte il prezzo”. Le sostanze stupefacenti riescono ad arrivare all’interno con relativa facilità, alimentando un commercio che spesso elude i controlli