Dalle piazze ai boschi, cambia lo spaccio della droga: blitz della polizia a Terni

Cambia la topografia dello spaccio e si ridisegnano i profili dei luoghi della compravendita di droga. Boschi, aree impervie  e zone montane, con vegetazione fitta e boscaglia, diventano sempre più spesso nuove piazze di spaccio. Più defilate, controllabili da vedette, potenzialmente più sicure e con facili vie di fuga. In questo modo i pusher hanno il vantaggio di guadagni molto più redditizi e con meno rischi, in quanto si tratta di luoghi che rendono difficoltoso l’accesso alla forze dell’ordine. Una tendenza “green” che richiede un grande sforzo da parte di poliziotti e carabinieri. Ancora una volta il blitz è scattato nei boschi del ternano, dove gli agenti della Questura di Terni hanno smantellato un’altra piazza dello spaccio messa in piedi nei boschi di Collelicino, nella parte alta della Flaminia ai confini con Spoleto. All’arrivo delle volanti, non c’erano pusher in giro ma un vero e proprio bivacco utilizzato per la compravendita di droga. Le segnalazioni dei residenti hanno quindi trovato conferma: nei boschi di Collelicino era stato piazzato il quartiere generale di un gruppo di spacciatori che si avvaleva di un pendolarismo criminale ben organizzato. Un luogo vantaggioso non solo per gli spacciatori, ma una situazione favorevole anche per gli acquirenti che, dopo un rapido appuntamento tramite lo scambio di messaggistica istantanea, potevano raggiungere il luogo appartato e defilato, senza dare nell’occhio o esporsi. Luoghi sempre attivi che consentono l’afflusso della clientela in modo tale da non creare assembramenti o code di auto che potrebbero sollevare sospetti o essere notati. Un viavai che però non è sfuggito ad alcuni residenti che hanno segnalato il tutto alle forze dell’ordine.