Mario Burlò è tornato in Italia ma giovedì lo attende il Gip di Terni: indagato per violazioni tributarie

E’ tornato libero dopo quasi 14 mesi di detenzione nel carcere di El Rodeo a Caracas, Mario Burlò, 53enne, imprenditore torinese, rilasciato insieme al cooperante Alberto Trentini. Burlò era stato fermato nel novembre del 2024 a un posto di blocco mentre viaggiava da Caracas a Guasdualito con accuse che in realtà non sono state mai chiarite e senza che a suo carico fosse formalizzata alcuna accusa. L’imprenditore torinese aveva lasciato l’Italia per il Venezuela per cercare nuove opportunità imprenditoriali. In Italia era stato accusato di concorso esterno in associazione mafiosa nell’ambito di una inchiesta sulla ‘ndrangheta in Piemonte ma recentemente la Cassazione lo aveva assolto. Ora però è atteso, giovedì 15 gennaio, da una udienza penale di fronte al Gip del Tribunale di Terni, perché indagato per violazioni tributarie. Il procedimento penale in corso a Terni lo coinvolge insieme ad altre 39 persone, sei delle quali (ma non Burlò) indagate per associazione per delinquere, nel contesto di una inchiesta della guardia di finanza incentrata su una società di consulenza fiscale e tributaria con sede a Terni. Che avrebbe agito da “garante nell’esecuzione di contratti di accollo del debito e compensazioni di crediti tributari inesistenti”. L’udienza era stata già rinviata in passato proprio per la detenzione di Burlò in Venezuela.