Piano rifiuti, Azione sbotta contro M5s e Regione: “La demagogia fa male all’Umbria, Terni non è il ricettacolo di tutti”
Sui rifiuti e gli orientamenti della Regione la polemica si fa sempre più animata. Dopo la presa di posizione della sindaca di Orvieto, Roberta Tardani, contro l’ipotesi di ampliamento per 350 mila metri cubi della discarica Le Crete, nelle ultime ore è il Segretario provinciale di Terni di Azione, Michele Pennoni, a prendere posizione sulle scelte della Giunta Proietti. “Basta con i teatrini ideologici sulla gestione dei rifiuti altrimenti a bruciare è la ragione” così inizia la nota del rappresentante ternano del partito di Carlo Calenda. “Non siamo disposti – aggiunge Pennoni – ad assistere a un dibattito surreale e ideologizzato, lontano anni luce dai reali bisogni e dalle tasche dei cittadini umbri e ternani”: Dopo aver ricordato con dovizia di particolari la distanza politica con il sindaco Bandecchi, il segretario provinciale di Terni ha spiegato che “essere fermamente alternativi al primo cittadino di Terni non significa tuttavia accettare il gioco delle parti o subire la solita demagogia del Movimento 5 Stelle. Se da un lato non è accettabile l’ipotesi di far diventare Terni il ricettacolo unico di tutti i rifiuti dell’Umbria, dall’altro è insostenibile l’atteggiamento di chi promette un’economia circolare fatta solo di slogan, nascondendo la realtà dei fatti”. Pennoni spiega che “mentre il M5s vagheggia soluzioni miracolose ma irrealizzabili nell’immediato, il risultato concreto della loro politica è l’ampliamento continuo delle discariche, come quella delle Crete a Orvieto. C’è innanzitutto un problema di coerenza: se i 5 Stelle fossero coerenti con i propri principi, non avrebbero dovuto mai accettare l’allargamento di un impianto che comporta notevoli impatti e costi gravosi, sia dal punto di vista economico sia da quello ambientale, a totale discapito della collettività”. Per il partito di Carlo Calenda l’idea di valutare la realizzazione di un termovalorizzatore moderno e di nuova generazione “è stata accantonata” dalla Giunta Regionale dell’Umbria “con troppa fretta”. Azione considera, invece, “i termovalorizzatori di ultima generazione con recupero energetico una tecnologia fondamentale e imprescindibile per chiudere concretamente il ciclo dei rifiuti, ridurre al minimo il ricorso alla discariche e produrre energia pulita. Del resto, l’Europa ce lo insegna”. Pennoni fa l’esempio del termovalorizzatore di Spittelau a Vienna: “Perfettamente integrato nel centro cittadino e in grado di scaldare oltre 60.000 abitazioni”. Per il rappresentante umbro di Carlo Calenda, definire “questi impianti moderni con il termine spregiativo di inceneritori è una mistificazione puramente ideologica. Basta guardare a quanto sta accadendo a Roma, dove il Sindaco Roberto Gualtieri sta realizzando un impianto di nuova concezione che permetterà non solo di chiudere il ciclo e azzerare i costi di trasporto verso altre regioni, ma anche di produrre energia a beneficio della collettività con la previsione concreta di abbattere la Tari per i cittadini”. Michele Pennoni si rivolge poi al Partito democratico regionale: “Ma se a Roma la termovalorizzazione è considerata una scelta progressista, necessaria e di buonsenso, in Umbria lo stesso Partito democratico balbetta, piega la testa ai veti dei 5 Stelle e considera superata una tecnologia indispensabile ?”. La botta finale è tutta politica: “Ecco perché non possiamo stare dentro questa ‘Patto Avanti’ che ideologizza e riduce tutto a una battaglia politica demagogica. Noi siamo impegnati a costruire un’alternativa seria e siamo al lavoro, insieme ad altri, per strutturare un’area politica concreta, riformista e di buongoverno, che mette al centro i reali bisogni della comunità”.
Foto: Michele Pennoni con Carlo Calenda a Terni

