Sulla scuola il Governo commissaria l’Umbria: Proietti-Barcaioli “Noi non tagliamo”
“La lotta dell’Umbria contro il dimensionamento scolastico, arrivato sul tavolo di Palazzo Chigi, si traduce nella decisione del Governo Meloni di commissariare la Regione e, con essa, la scuola pubblica”. A sostenerlo sono la presidente della Regione Umbria Stefania Proietti, e l’assessore regionale Fabio Barcaioli. “Dopo aver deliberato sette accorpamenti sui nove richiesti, la Regione si è fermata di fronte a un ricalcolo dei dati ministeriali che ha premiato altre Regioni con nuove autonomie senza riconoscere all’Umbria quelle a cui aveva titolo, imponendo tagli che non abbiamo accettato perché ingiustificati e iniqui” hanno affermato i vertici di Palazzo Donini. “Le Regioni convocate a Roma, per lo stesso motivo, sono Emilia Romagna, Sardegna, Toscana e Umbria, tutte amministrate dal centrosinistra” hanno rilevato Proietti e Barcaioli. “Nessuna Regione di destra subisce lo stesso trattamento – hanno aggiunto -. E’ evidente che si tratta di una scelta politica più che tecnica”. Proietti e Barcaioli sottolineano che in una regione con oltre 101mila studenti e un territorio prevalentemente montano, “dove la scuola è spesso l’unico presidio pubblico rimasto, la scelta è stata di non ridurre ulteriormente. Noi non tagliamo, e per questo veniamo commissariati”. Una scelta che la Giunta Regionale contesta con determinazione anche perché “da oltre un anno chiediamo un confronto con il Governo per avere spiegazioni sui numeri del dimensionamento, sui criteri applicati e sulla distribuzione delle autonomie scolastiche. Nessun tavolo, nessuna disponibilità a discutere. L’unica convocazione arriva ora, non per chiarire, ma per commissariare”.

