Terni attende la Regione al varco: sull’ospedale Proietti ha mantenuto l’impegno preso

Il clima rovente sta mettendo a dura prova l’Umbria e non solo per l’ondata di afa. Soprattutto a Terni dopo l’individuazione dell’area di Sabbione come miglior soluzione per la realizzazione del nuovo ospedale. Malgrado la disponibilità della presidente Proietti ad un confronto pubblico capace di generare condivisione, si segnalano giornate di altissima tensione politica. Eppure la governatrice ha rispettato un impegno preso con la città: entro il 31 luglio sarebbe stata indicata la soluzione più idonea per il nuovo Santa Maria. Così è stato e va apprezzata. A breve, ha aggiunto, partirà il dibattito pubblico, regolato dalla legge, “in cui tutti i portatori di interesse potranno intervenire”. Fin qui, onestamente, non c’è nulla da eccepire o da rimproverare alla presidente. Costruire un ospedale di 600 posti letto è una cosa facile da dirsi ma molto più difficile a farsi. D’altronde sono trent’anni che si parla in Umbria del un nuovo ospedale di Terni e niente è accaduto. Sorprende,  quindi, l’uscita del sindaco Bandecchi quando rimprovera la presidente della Regione di aver perso “quasi due anni in chiacchiere”. Stupisce perché da più di tre anni è a capo della istituzione più importante della città senza cavare un ragno dal buco. Denunciare un “quadro economico nebuloso” è pretestuoso e insolente. Così come è scorretto dire che Palazzo Spada non può e non deve avere voce in capitolo. La Giunta Regionale ha legittimamente assunto una decisione anche se l’iter resta in gran parte da completare, la prima promessa è stata mantenuta, ora però i cittadini si aspettano che Palazzo Donini mantenga gli impegni presi. Con l’individuazione dell’area di Sabbione si segna un passo avanti importante, adesso però la città di Terni, e non solo, attende al varco la presidente e la sua maggioranza. Tradirla potrebbe trasformarsi in un vero e proprio incubo per l’intera legislatura.