Terni è una citta che produce ma i ricavi delle imprese sono ridotti: scarsa redditività
A Terni il livello generale di redditività si colloca sotto l’Umbria, l’Italia e, anche se di poco, a Perugia. Secondo un’analisi della Camera di commercio, che l’ha diffuso, la percentuale di ricavi che resta all’impresa una volta sostenuti i costi intermedi e quelli del personale, medio 2024 delle società di capitali è 6,1%. Un valore che segnala un sistema imprenditoriale ” attivo, ma con margini ridotti per investimenti e sviluppo”. Il dato è inferiore alla media umbra (8,3%), a quella nazionale (9,3%) e alla media del centro (9,5%). Perugia è al 6,5%, poco sopra Terni, ma con una struttura settoriale definita più equilibrata. Terni invece è concentrata su un motore dominante, che tuttavia rende poco: l’industria. Per Giorgio Mencaroni, presidente della Camera di commercio dell’Umbria, ” i dati dimostrano un sistema ternano produttivo ma con margini ancora troppo bassi rispetto all’Umbria, al resto del Paese e anche a Perugia. Questo ci conferma che occorre rafforzare la capacità delle imprese di generare valore, perché solo così si costruisce crescita duratura”. Per Mencaroni, comunque, Terni può fare il salto, e la Camera di commercio è al suo fianco per trasformare potenzialità in risultati. La Camera di commercio spiega che sopra il 10% un’impresa viene considerata solida e attraente per investitori e finanziatori, capace di generare cassa e valore. Terni è lontana da questa soglia. “Questo – spiega l’ente camerale – non significa fragilità immediata, ma una minore capacità di programmare, innovare, sostenere crescita e investimenti nel medio periodo. E’ la differenza tra produrre ricchezza e trattenerla. Il monitoraggio si basa sui bilanci depositati annualmente dalle società di capitali. Non comprende ditte individuali e società di persone, ma questo non riduce la capacità interpretativa: le società di capitale rappresentano oltre il 65% del fatturato italiano e il 58% del valore aggiunto nazionale”. In poche parole Terni è una città che produce, ma margina poco. Il commercio è efficiente, le costruzioni mostrano forza, il capitale professionale è rilevante. Tuttavia i margini troppo bassi del manifatturiero limitano la capacità complessiva di investire, innovare, crescere.

