Coltellate al ristorante sul lago Trasimeno: uno patteggia (4 anni di carcere). A processo ex moglie

Tre persone rinviate a giudizio, un patteggiamento a quattro anni di reclusione. E’ il primo step della vicenda giudiziaria sui fatti avvenuti il 12 dicembre 2023 in un locale (Cainone) di San Feliciano, sul lago Trasimeno. La Procura della Repubblica aveva chiesto il processo per quattro persone: la moglie di uno dei titolari del locale Cainone, il suo attuale compagno, e due complici egiziani. E’ stato il compagno della donna (Elsayed Salah Kamal Soliman Mohammed) a chiedere di patteggiare quattro anni di reclusione; richiesta accolta dal giudice con parere favorevole del pm. Manila Dolciami, 46 anni perugina, Bishou Milad Zaki Bebawi 21 anni egiziano, Moamen Alaa Eid Okasha 26 anni egiziano, saranno invece processati a partire dall’udienza del prossimo 27 gennaio, davanti al  Tribunale di Perugia. Per l’accusa, rappresentata dal Pm Franco Bettini, i quattro imputati sono responsabili di aver posto in essere “atti idonei e diretti in modo non equivoco a cagionare la morte di Carlo e Giuseppe Sorrentino (due fratelli titolari del locale), senza riuscire nell’intento per cause indipendenti dalla loro volontà”. L’accusa nei loro confronti è pesantissima: tentato omicidio e lesioni aggravate. Entrambi furono colpiti con diversi fendenti: il primo fu colpito con fendenti di coltello all’addome e al petto mentre il secondo, ex compagno di Manila Dolciami, fu colpito sempre con coltelli all’inguine.  Due degli aggressori, secondo l’accusa, avrebbero partecipato attivamente, sferrando le coltellate, mentre l’ex moglie avrebbe incitato i due a uccidere tutti i presenti. Sarebbe stata lei ad afferrare l’ex compagno alle spalle, trattenendolo, consentendo così al complice di colpirlo con un fendente all’addome. I due fratelli Sorrentino, gestori del locale di San Feliciano, riportarono ferite gravissime con tanto di ricovero all’ospedale di Perugia e successivi interventi chirurgici.