Gubbio, l’appello della Venerucci all’Anci: “Si premino i Comuni virtuosi nella rigenerazione”
GUBBIO – Parte dalla consigliera PD di Gubbio Virna Venerucci, un appello ad ANCI che proprio in questi giorni sta guidando i Comuni dell’Umbria nell’Aggiornamento del Contributo di Costruzione, ai sensi dell’art.141 del regolamento regionale 18 febbraio 2015 n.2. “Facciamo si – dice Venerucci – che temi come la rigenerazione urbana, il limite al consumo di suolo, il recupero urbanistico ed edilizio non siano solo slogan elettorali, ma diventino linee guida della nuova urbanistica umbra”.
L’aggiornamento dei contributi di costruzione può essere infatti la prima opportunità, per dare corpo a questa strategia. Differenziando i coefficienti in maniera significativa tra gli oneri per la nuove costruzioni da quelli per “Interventi di Ristrutturazione Urbanistica” e “Ristrutturazione Edilizia” “Il consumo di suolo in Italia dal secondo dopoguerra ad oggi – ricorda la Venerucci – mostra una crescita giornaliera che sembra risentire poco dell’attuale congiuntura economica e continua a mantenersi intornol ai 70 ettari al giorno. Si tratta di un consumo di suolo pari a circa 8 metri quadrati al secondo che continua a coprire, ininterrottamente, notte e giorno, il nostro territorio con asfalto e cemento, edifici e capannoni, servizi e strade, a causa dell’espansione di aree urbane, spesso a bassa densità, di infrastrutture, di insediamenti commerciali, produttivi e di servizio, e con la conseguente perdita di aree aperte naturali e agricole”.
“Oggi la sfida è quella di disegnare nuove città a partire dalla conservazione dei nostri luoghi storici, dal mantenimento del nostro paesaggio agricolo e collinare, ma anche dalla riqualificazione delle nostre periferie e dai luoghi non più utilizzati, trovando forme e modalità per recuperare questi spazi urbani. Abbiamo ettari di contenitori industriali dismessi, posti per lo più in aree strategiche (lungo i corsi dei Fiumi, e nelle pianure una volta agricole), abbiamo piazze di quartieri e spazi verdi abbandonati, case di edilizia economica popolare, vecchie scuole, edifici pubblici non più funzionali, ed abbiamo anche periferie e quartieri mai completati. E’ da qui – puntualizza la consigliera dem – che dobbiamo ripartire per ridare bellezza alle nostra città. L’obiettivo dell’azzeramento del consumo di suolo è stato definito a livello europeo già con la Strategia tematica per la protezione del suolo del 2006, che ha sottolineato la necessità ridurre gli effetti negativi del consumo di suolo e, in particolare, della sua forma più evidente e irreversibile: l’impermeabilizzazione (soil sealing). In Europa, entro il 2050 si dovrà giungere all’occupazione netta di terreno pari a zero”.
La consigliera Venerucci, urbanista di professione, sostiene fermamente che questa è l’unica via possibile per il futuro delle nostre città, dei nostri territori, ma anche per un rilancio del settore edile fortemente colpito dalla crisi di questi ultimi anni. I dati che ci arrivano dal quarto Rapporto OISE “Costruire il futuro” redatto dall’Osservatorio congiunto Feneal Uil, Filca Cisl, Fillea Cgil e Legambiente ci dicono chiaramente che il 70% dell’edilizia, oggi, è basata sulla rigenerazione urbana, sul recupero funzionale e sull’efficentamento dell’edilizia. Ieri in Parlamento hanno preso il via i lavori di discussione di un importante disegno di legge sul “Contenimento del Consumo di suolo e riuso del suolo edificato”, che se approvato segnerà una svolta epocale. Progetto presentato da ben sei Ministeri, proprio a dimostrare la visione oramai congiunta ed univoca verso questa direzione.
“Anche l’Umbria “cuore verde”, non può esimersi dal perseguire l’obiettivo di progettare città che non consumano più suolo agricolo, ma che hanno la forza di rigenerarsi al proprio interno. Come da sempre succedeva in realtà nei centri storici. Le nostre città per secoli sono rimaste entro i confini delle proprie mura, cambiando i propri edifici, forme ed altezze facciate, a seconda delle necessità funzionali. Ma rimanendo sempre entro i suoi confini. La città da sempre si è rigenerata su se stessa. L’appello – spiega la consigliera – prosegue verso la Regione Umbria, perché si attivi a sostegno dei Comuni virtuosi che adottano politiche di rigenerazione e recupero urbano, anche attraverso incentivi di natura fiscale. E’ necessario supportare i Comuni poiché gli oneri di urbanizzazione ridotti, che rappresentano un pezzo importante della fiscalità degli Enti Locali, siano coperti con altre risorse. Alcune regioni hanno già messo in atto bandi specifici a supporto di interventi per la riqualificazione e al rigenerazione urbana”.
“Nel Comune di Gubbio abbiamo messo un primo tassello, nei lavori di commissione è stata accolta la mia proposta di differenziare le aliquote: per gli interventi di nuova costruzione sarà prevista una aliquota pari a 1, mentre per gli interventi di ristrutturazione urbanistica l’aliquota sarà pari a 0,6, così come 0,6 sarà l’aliquota per gli interventi di ristrutturazione edilizia. Il 29 aprile la parola al Consiglio Comunale per la sua votazione. Confido in un lavoro congiunto perché l’Umbria sia tra le regioni d’eccellenza su questi temi”.

