Bevagna ricorda il carabiniere Minolfo Masci. Il sindaco: “Esempio di coraggio e responsabilità”
BEVAGNA – “La commemorazione di Minolfo Masci è l’occasione per ricordare tutti coloro che, in diverse situazioni, si sono trovati a dover fronteggiare degli imprevisti con il coraggio che proviene da un sincero e sano senso di responsabilità, ma anche da un senso vero di solidarietà, che vediamo esprimersi nelle imprese di salvataggio degli immigrati, che giungono fino a noi nei barconi, disperati ma fiduciosi”: così il sindaco di Bevagna, Annarita Falsacappa, ha spiegato il senso della cerimonia in ricordo del carabiniere bevanate, medaglia d’argento al valor militare, ucciso a Civita Castellana nel 1948. All’iniziativa ha partecipato il sottosegretario al ministero dell’Interno, Gianpiero Bocci, presenti fra le autorità anche il presidente del consiglio regionale dell’Umbria, Donatella Porzi, il vicesindaco di Civita Castellana, Giancarlo Contessa. il capo di stato maggiore della legione carabinieri Umbria, colonnello Franco Bartolini e il comandante della Compagnia di Foligno, Angelo Zizzi.
“La città di Bevagna, che rappresento – ha spiegato il primo cittadino – è onorata di questo suo figlio che ha perso la vita nell’assolvimento del suo dovere. Un pensiero va proprio a quei giovani Carabinieri italiani che negli anni hanno sacrificato la propria vita per l’Italia ed i valori della nostra Costituzione.
Oggi più che mai nei luoghi caldi, in zone di guerra, nelle città dove è diffusa la criminalità organizzata, dove la vita è difficile in ogni momento e, peggio ancora, è a rischio, l’Arma dei Carabinieri è garante della sicurezza e della difesa dei diritti dei cittadini. L’Arma rappresenta lo Stato, quello vero, quello che è capace di difendere e di proteggere la gente, pronta, con spirito di sacrificio, a sottoporsi a prove dure e rischiose”.
“Qualcuno – ha proseguito il sindaco di Bevagna – mi ha chiesto come mai abbiamo commemorato oggi un Carabiniere morto nel 1948, ormai lontano nella mente dei più. A loro rispondo che il ricordo del sacrificio di una vita deve sempre rimanere vivo, anche dopo 70 anni e che l’eroismo di un attimo lo rende eroe per sempre. Il mondo è disseminato di eroi silenziosi, di persone che si trovano a fronteggiare situazioni rischiose e proprio nel loro intento di non indietreggiare ma di affrontare il pericolo consiste la loro grandezza.
Proprio perché il ricordo non si spenga, a futuro ricordo, l’Amministrazione Comunale ha voluto commemorare il Carabiniere Minolfo Masci con una stele in sua memoria, realizzata e donata dall’artista Paolo Massei non nuovo a gesti di generosità che nascono unicamente dal suo amore per il proprio paese”.
LA STELE
La scultura, composta da più elementi, posti su di una stele in travertino, alta più di due metri, presenta in alto lo stemma dell’Arma dei Carabinieri. Sotto lo stemma ci sono quattro quadrati, che simboleggiano i quattro elementi della natura, mentre una sfera raffigura la ferita, da cui parte una colata di metallo, che raggiunge la terra da cui parte e ritorna tutto.

