Assoluzione piena per il sindaco di Passignano sul Trasimeno: il fatto non sussiste. Era già stato prosciolto

“Il fatto non sussiste”: il reato non è mai avvenuto. Assoluzione piena per il sindaco di Passignano sul Trasimeno, Sandro Pasquali, oggi a processo con l’accusa di truffa aggravata. A dirla tutta, Pasquali era già stato prosciolto dal giudice Margherita Amodeo tre anni fa. Due anni dopo però la Corte d’Appello di Perugia aveva accolto il ricorso dell’ex procuratore Raffaele Cantone. Alla fine, il sindaco di Passignano ha dimostrato ancora una volta la sua estraneità ai fatti contestati, ottenendo giustizia piena. Due decisioni che certificano l’inesistenza del fatto e la totale estraneità di Pasquali, che ha sempre rivendicato la correttezza del proprio operato. Una vicenda che riguardava contributi previdenziali versati dal gruppo regionale del Partito democratico. Un caso che ha costretto Pasquali a rinunciare alla segreteria regionale del Pd malgrado il grande consenso ottenuto tra gli iscritti dem. Un passo indietro non semplice, doloroso, fatto semplicemente per non recare danno al suo partito. Un atto di generosità apprezzato e responsabile, un gesto d’antico stampo. Dopo tre lunghi anni, la giustizia riconosce l’esemplare comportamento di un sindaco stimato e apprezzato da tutti i passignanesi.