Il pallino della crisi di Terni in mano a Bandecchi: il flop delle opposizioni e la prudenza del Pd

La crisi politica del Comune di Terni, dopo il consiglio comunale di ieri l’altro, resta nelle mani del sindaco Bandecchi. L’ex paracadutista della Folgore, pur non avendo il controllo assoluto della situazione, è nelle condizioni di condurre i giochi e di dettare i tempi. Ieri, a Terni, si è visto di tutto: una parte delle opposizioni si è recata dal notaio per sfiduciare Bandecchi, un’altra parte ha dato buca e altri hanno cancellato l’impegno all’ultimo minuto. Un bailamme che conferma le difficoltà delle diverse forze di opposizione e dei due schieramenti tradizionali. Il fallimento dell’iniziativa di ieri, voluta con determinazione dal consigliere Marco Celestino Cecconi (Fdi), evidenzia due cose: le divisioni del campo largo e la debolezza politica del centrodestra. La sinistra a Terni è a pezzi da tempo e ieri è arrivata l’ennesima conferma: dal notaio si è presentato solo Claudio Fiorelli, del M5s, e nessuno dei quattro consiglieri del Partito democratico. Nemmeno i quattro consiglieri ribelli usciti dalla maggioranza si sono presentati, tantomeno il vice presidente della provincia di Terni e consigliere comunale di Forza Italia, Francesco Ferranti. In sintesi, l’iniziativa di Fratelli d’Italia si è rivelata un fiasco. La realtà è un’altra: non solo non ci sono state le 17 firme per mandare a casa Bandecchi ma la sensazione è che l’ex paracadutista della Folgore ha già in tasca i voti per approvare il bilancio. Federica Mengaroni e Francesco Ferranti difficilmente si assumeranno la responsabilità di votare lo scioglimento del Comune e affidare palazzo Spada ad un commissario prefettizio. Lo ha capito bene il Partito democratico che, in una nota, sottolinea che la città “è stanca di piroette e avanspettacolo” e che “oggi non è il tempo delle alchimie di posizionamento, né di fatti politici che rischiano solo di spostare la responsabilità del fallimento di questa giunta dalle spalle dell’unico responsabile: Bandecchi”. Cosa resta da aspettare ? Gennaio prossimo, quando Bandecchi dopo aver approvato il bilancio potrebbe decidere di rassegnare le dimissioni per andare a votare a maggio 2027. Dimissioni da consegnare entro febbraio 2027, termine ultimo per andare al voto insieme agli altri comuni italiani. Conclusione: il pallino è ancora una volta nelle mani dell’ex paracadutista della Folgore.