IL DISAGIO E LA VIOLENZA

di Pierluigi Castellani

I disordini e le violenze ,che si stanno registrando nel nostro paese e che sembrano avere un legame stretto con quanto sta accadendo in Francia e in Spagna , debbono far riflettere, intelligentemente come ha detto il Presidente Mattarella, non solo il governo e le forze politiche ma le istituzioni educative comprese la famiglia e la scuola. E’ da tempo che il disagio sociale, soprattutto giovanile, allontana il mondo della politica e delle istituzioni dalla concretezza della vita reale delle persone. A questo concorrono anche le guerre che stanno infiammando il mondo ed il nuovo scenario che sta assumendo la geopolitica. Non c’è più certezza del futuro per le nuove generazioni, né speranze a cui aggrapparsi e l’emulazione sta coinvolgendo anche ragazzi minorenni come avvenuto a Milano. C’è anche da chiedersi dove stanno, quale esempio stanno dando sia la famiglia e la scuola e quali sono i riferimenti positivi nella politica e nella società cui le nuove generazioni possono aggrapparsi? Tutto appare incerto e instabile e la società civile con le sue disuguaglianze concorre a soffiare sull’invidia sociale, che porta i giovanissimi a sfondare le vetrine dei negozi e a rubare scarpe ed abbigliamenti griffati.  Una volta c’era l’esproprio popolare del sessantotto, che in quegli anni svegliò la politica e la società. Ora neppure più quello, c’è soltanto un’ondata violenta fino a se stessa anche se affiora anche il disagio sociale, che cerca di nobilitare la protesta con le denunce nei confronti del caro affitti, dell’indisponibilità di case popolari, del caro vita o del caro carburanti. Ma solo questo o c’è qualche aspetto che attiene alle nuove tecnologie, all’ incontrollato uso dei social, all’invasività  degli algoritmi e dell’intelligenza artificiale? Siamo in un mondo, che anni fa  viveva solo nella fantascienza, nel messaggio divinatorio del futuribile. Ebbene oggi siamo in questo presente e se  la politica, i governi, i parlamenti non si rendono conto, che tutto questo avviene perché non ci sono regole, che frenano l’espansione del monopolio delle Big Tech e che è possibile sostituire alla democrazia il governo dell’oligarchie economiche è l’umano che arretrerà  progressivamente nel pianeta. Infatti è l’umano che va riscoperto per ridare centralità all’umanità e  per sottrarla   anche al dominio delle piattaforme digitali, perché , come suggerisce Leone XIV  nell’ Enciclica ” Magnifica Humanitas, ” chi controlla le piattaforme digitali  e i mezzi di comunicazione possiede una notevole capacità di incidere sull’immaginario collettivo e di proporre come desiderabile una certa visione della realtà”. E’ anche per questo che la risposta del governo Meloni è assolutamente non pertinente. Si fa un ennesimo decreto sicurezza, è l’ottavo, per rendere evidente come gli altri decreti non abbiano prodotto nulla in termini di sicurezza rendendo così emblematico il fallimento degli altri primi sette. Aggiungere e sovrapporre nuovi reati a quelli già esistenti significa rendere soltanto più difficile la lettura delle leggi mettendo difficoltà alla magistratura e alle forze dell’ordine che le dovrebbero applicare e  così denunciare il proprio fallimento. La riflessione a cui invita il Capo di Stato deve incidere sulle cause del disagio, che è alle origini delle devastazioni. Occorre senza dubbio intervenire sulle disuguaglianze sociali e rafforzare il ruolo delle famiglie e della scuola, cioè intervenire laddove i giovani vivono e socializzano.