ANCHE L’ ISTAT ALL’OPPOSIZIONE ?

di Pierluigi Castellani

E’ ben nota l’insofferenza di Giorgia Meloni per tutte le autorità indipendenti e di controllo, che le appaiono contrastare la sua attività di governo. E’ già stata la volta dell’Istat quando ha dovuto constatare ,che per il 2025 non era stata centrata la diminuzione del rapporto deficit Pil al di sotto del 3% per consentire all’Italia di uscire dalla procedura di infrazione per l’eccessivo indebitamento. Altra volta sono stati i rilievi della Corte dei Conti o le indagini della magistratura. Ora è ancora la volta dell’Istat tornata a diffondere i dati dell’economia italiana, dati che certamente non hanno potuto rallegrare la premier. L’inflazione è al 5,4%,la crescita del pil è pari a zero, il valore reale dei salari è in decrescita proprio per l’inflazione mentre rallentano anche i dati sull’occupazione. Tutto questo contraddice la felice narrazione della Meloni sull’efficacia dell’azione del suo governo e rende più preoccupanti le previsioni per il futuro. Anche l’Istat allora è passata all’opposizione? Certamente no, è la vita reale del paese ,che contraddice la continua agrodolce narrazione della premier, che è la base della sua continua campagna elettorale. E’ il quadro istituzionale del paese non ancora accettato dal centrodestra, che vorrebbe poter controllare tutto : dalla Presidenza della Repubblica, alla Corte dei Conti, alla Magistratura, al Parlamento, alle fonti di informazione come la Rai. E’ il paese reale oramai all’opposizione del governo Meloni, come anche le piazze pur doverosamente  e nettamente condannando gli atti di violenza registrati in questi giorni. Un governo scollegato dalla realtà è un governo scollegato dal paese reale e dalla gente che lo vive. Tutto questo sembra aggravato da quanto sta avvenendo nel mondo ancora infiammato dalle guerre  e dalla situazione dell’Europa ove la minaccia sovranista, che affiora in Francia, in Spagna e si allunga anche sulla Germania non fa ben sperare per il futuro dell’UE, che invece per sopravvivere e dare un contributo al mondo intero,  oramai risucchiato in una politica di potere tra le grandi potenze mettendo ancora di più a rischio quanto è ancora in vita del multilateralismo del secolo passato. E’ evidente che siamo di fronte  a nuovo scenario di geopolitica, che sta investendo anche l’Europa insieme al nostro paese mettendolo di fronte alle difficoltà di fronteggiare il carovita, che danneggia la vita delle nostre famiglia e con una finanziaria in discussione in parlamento, che arretra nella difesa del welfare per scarsa attenzione ai bilanci delle famiglie, alla scuola ed alla sanità. Tutto questo accresce la responsabilità delle forze dell’opposizione ancora non del tutto impegnate nel preparare la necessaria credibile alternativa, rimanendo invece invischiate nella difficile intesa sulla premiership e sulla estensione del perimetro del cosiddetto campo largo, tutte cose lontane dalle reali preoccupazioni dei cittadini.