Dieci anni fa il sisma, Papa Leone XIV: “Servono risposte urgenti e nel minor tempo possibile”

“L’esempio dei santi ci ricorda che la speranza, perché non rimanga un semplice auspicio, ha bisogno anzitutto di risposte tangibili e urgenti. Per questo motivo, a dieci anni dal sisma, occorre impegnare ogni energia affinché la ricostruzione materiale avvenga nel minor tempo possibile, in sicurezza e in modo trasparente”. Lo ha detto Papa Leone XIV in udienza ricevendo i delegati dei Comuni delle zone terremotate del Centro Italia. “Inoltre – continua il Papa – la speranza, per essere duratura, richiede prospettiva: deve individuare punti di riferimento che orientino il cammino. A questo riguardo, vorrei indicarvi l’esempio di un’altra figura biblica coinvolta nella ricostruzione di Gerusalemme: il profeta Aggeo. Vissuto poco prima del governatore Neemia, invitava il popolo alla ricostruzione. Come Neemia, si rivolge alle autorità religiose e civili e al popolo della città, perché tutti si sentano responsabili della comune rinascita. Il suo messaggio, però, è molto specifico: Aggeo invita il popolo, preoccupato delle proprie case e dei bisogni individuali, a non dimenticare quel centro che rappresentava il cuore della Città santa, cioè il tempio. Non si può ricominciare, infatti, senza prima ricostruire ciò che dà senso e fondamento a una comunità. Altrimenti – conclude Papa Leone XIV – tutto rimane disunito e si sfalda. Sitratta dunque di ripartire dal centro, di ripartire da Dio, dalle persone, dal bene comune, dalle relazioni. Allora la nostra speranza sarà fondata sulla roccia”.