Manovra 2027, è scontro sulla sanità: 2,4 miliardi anziché 6,8 richiesti. Voucher per anziani regalo ai privati

La legge di Bilancio 2027, approvata dal Consiglio dei ministri, mette in campo 26 miliardi di euro per il prossimo anno e 27 per il 2028. Il testo passa ora al Parlamento, che dovrà approvarlo entro il 31 dicembre. Sulla sanità sono previsti 2,4 miliardi aggiuntivi, ma le risorse sono poche rispetto alle esigenze. Il Fondo Sanitario sale di 3,4 miliardi, con una quota vincolata al rafforzamento delle retribuzioni dei medici di Pronto soccorso, 400 milioni per l’efficientamento energetico degli ospedali e risorse per alzare i tetti del payback per dispositivi medici e farmaci. E’ inoltre previsto un voucher sanitario da 300 euro per gli over 75 con pensioni fino a 28mila euro annui: la misura interesserà 5,5 milioni di anziani per un costo complessivo di 1,6 miliardi extra Fondo Sanitario. Per questo, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha sottolineato che i suoi calcoli portano a 5 miliardi di euro l’ammontare complessivo delle risorse aggiuntive destinate alla salute. A parte i giri di parole, che in politica non mancano mai, le risorse aggiuntive sono 2,4 miliardi e il Fondo sanitario sale di 3,4 miliardi, perché una parte degli incrementi 2027 era già prevista dalle leggi di bilancio passate. Regioni, medici e opposizioni denunciano che le risorse annunciate non sono affatto sufficienti e che i voucher da 300 euro rappresenterebbero un regalo alla sanità privata. Nonostante l’incremento del il Fondo Sanitario Nazionale, la spesa sanitaria risulta al 6,3% del Pil, una percentuale lontana dai parametri europei e inadeguata a garantire la tenuta del Servizio Sanitario nazionale. Per il più grande sindacato dei medici (Anaao), le risorse previste dal Governo sono irrisorie per fermare l’esodo dei medici dagli ospedali pubblici verso la sanità privata. Così come l’introduzione del voucher per gli over 75, se non accompagnato da un piano organico di abbattimento delle liste d’attesa e di potenziamento dell’assistenza territoriale, rischia di tradursi  in un trasferimento di prestazioni sul mercato privato. In sintesi, il Fondo Sanitario cresce ma aumentano anche il costo delle tecnologie, dei farmaci, del personale e i bisogni legati all’invecchiamento della popolazione. “Sulla sanità ciò che viene accordato di aumento al fondo sanitario nazionale sono solo i 3,4 miliardi previsti rispetto ai 6,8 richiesti. E questa limitata cifra si propone come spesa vincolata, e andrà sostanzialmente a coprire gli aumenti contrattuali che sono stati recentemente accordati e un’assoluta e parziale quota dei dispositivi medici” ha commentato il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani. “Preoccupa l’ulteriore ridimensionamento della sanità pubblica visto che gli 1,6 miliardi previsti per gli anziani oltre i 75 anni con i voucher fino a 300 euro saranno sostanzialmente l’apertura alla privatizzazione del servizio sanitario nazionale” ha criticato il presidente dell’Emilia Romagna Michele De Pascale definendola “la falla con la quale crolla il muro”. Sulla stessa lunghezza il presidente della Regione Puglia Antonio Decaro e il presidente della Regione Campania, Roberto Fico.