Perugia punta a diventare Capitale Europea del piccolo commercio nel 2028: l’annuncio della sindaca Ferdinandi

Perugia punta a diventare Capitale europea del piccolo commercio nel 2028. Ad annunciare la volontà di promuovere la candidatura è stata la sindaca Vittoria Ferdinandi, intervenuta a Bari ad un evento nazionale promosso da Confcommercio dedicato al futuro delle città e delle economie di prossimità. Partecipando al confronto “Governare le città e tutelare la prossimità con gli strumenti degli amministratori locali”, Ferdinandi ha portato l’esperienza di Perugia e una proposta che mette al centro il valore sociale del piccolo commercio e la necessità di nuove politiche contro la desertificazione commerciale. “Vogliamo candidare Perugia a Capitale europea del piccolo commercio 2028, costruendo un percorso condiviso con le associazioni di categoria, le imprese e tutta la città” ha detto Ferdinandi. “Non deve essere soltanto la corsa a un riconoscimento europeo – ha aggiunto – ma l’occasione per costruire una visione di futuro nella quale il commercio di prossimità sia protagonista della rigenerazione urbana, della qualità dei quartieri e delle relazioni tra persone”. nel suo intervento, la sindaca ha sottolineato la necessità di cambiare anche la narrazione del piccolo commercio, “troppo spesso associato esclusivamente alla crisi e alle chiusure”. Se si continua a raccontare il commercio soltanto attraverso le sue difficoltà, ha sostenuto Ferdinandi, “rischiamo di allontanare le nuove generazioni. Dobbiamo invece tornare a raccontare la bellezza dell’intraprendere, il coraggio di investire in un’idea e la capacità di trasformare, attraverso un’attività economica, un pezzo di città. Per questo vorremmo caratterizzare la candidatura di Perugia con iniziative capaci di far emergere una nuova generazione di imprenditrici e imprenditori nel settore del commercio, offrendo ai giovani strumenti, competenze e opportunità per immaginare e costruire nuove attività”. Per la sindaca di Perugia ” la sfida non è soltanto difendere le attività esistenti, ma creare le condizioni perché ne nascano di nuove”.