Aperta nel municipio di Orvieto la camera ardente per Claudio Marchesi: “Era bello, aveva il sole in tasca” le parole strazianti del padre

Aperta nel municipio di Orvieto la camera ardente che accoglie il feretro del sergente Claudio Marchesi morto nell’incidente dell’elicottero precipitato in Bosnia, durante le operazioni addestrative nell’ambito dell’operazione Eufor Althea. Nella città umbra, della quale è originario il militare, sono stati proclamati due giorni di lutto cittadino. Il padre del sergente ha ringraziato tutti coloro che si sono stretti intorno alla famiglia. “Era bello, aveva il sole in tasca” ha detto del figlio. Intorno alla bara si sono schierati i colleghi e amici dell’aviazione dell’esercito. “Ho scoperto che aveva una seconda famiglia” ha detto ancora il padre. Ad accogliere il feretro le sindache di orvieto Roberta Tardani e di Montefiascone Giulia De Santis. Marchesi si era infatti trasferito nella città laziale da qualche tempo. I genitori invece risiedono, insieme agli altri due figli, a Orvieto. Domani, 4 novembre, alle 15 nel Duomo di Orvieto, si celebreranno le esequie del militare. “Siamo invitati a guardare a loro come seminatori di germogli di pace mediante la promozione degli aiuti umanitari, spinti dal desiderio di promuovere soluzioni per i più fragili e per tenere viva la speranza nelle popolazioni esposte alle aggressioni”. Così questa mattina monsignor Gian Franco Saba, ordinario militare nel corso dell’omelia durante i funerali solenni dei quattro militari morti nell’incidente dell’elicottero in Bosnia. Le bare dei quattro militari morti hanno lasciato la Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri al termine delle esequie solenni. Tra la commozione dei presenti e il saluto del picchetto d’onore, le salme sono state nuovamente deposte sui carri funebri per raggiungere i rispettivi Comuni di provenienza, dove si svolgerà l’ultimo viaggio. Dietro di loro, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e le altre cariche dello Stato.