Apicoltura, via al bando da quasi mezzo milione di euro
Dalla Regione Umbria in arrivo circa 500mila euro per sostenere l’apicoltura. Via libera all’avviso pubblico che finanzia gli interventi per migliorare le produzioni e sostenere il reddito degli operatori. Le domande potranno essere presentate entro il 15 dicembre 2026.
“Sostenere gli apicoltori significa riconoscere il valore del loro lavoro per l’agricoltura umbra e per la tutela della biodiversità – dichiara l’assessore regionale all’Agricoltura, Simona Meloni -. Con questo bando mettiamo a disposizione risorse per proteggere la salute delle api, migliorare le attrezzature e accompagnare gli operatori con formazione e assistenza tecnica. Vogliamo aiutare le aziende a dare continuità alla propria attività e ad affrontare con strumenti adeguati anche le difficoltà legate alle condizioni climatiche”.
Le risorse sono articolate in otto azioni. Alla formazione sono destinati 40mila euro e all’assistenza tecnica e consulenza 140mila euro. Altri 140mila euro finanziano la lotta a parassiti e malattie, attraverso l’acquisto di prodotti veterinari e di arnie con fondo a rete o la modifica di quelle esistenti. Sono inoltre previsti 60mila euro per il ripopolamento del patrimonio apistico con api della sottospecie Apis mellifera ligustica, 70mila euro per attrezzature e sistemi di gestione, 7mila euro per i materiali destinati al nomadismo e 7.258,15 euro per sensibilizzare i consumatori sulla qualità dei prodotti dell’apicoltura. Una dotazione di 30mila euro è riservata all’alimentazione di soccorso delle api, con un contributo pari al 50% della spesa ammessa e accesso attraverso le forme associate.
Possono accedere agli aiuti apicoltori singoli e forme associate, in base ai requisiti delle diverse azioni. Per gli investimenti relativi ad arnie, ripopolamento, nomadismo e attrezzature, il contributo copre il 60% della spesa ammessa per i singoli e il 75% per le forme associate. Il sostegno raggiunge il 90% per l’assistenza tecnica e il 100% per la formazione e le iniziative di sensibilizzazione dei consumatori, azioni riservate alle forme associate e soggette ai limiti previsti dall’avviso.
“Abbiamo voluto dare attenzione anche a chi si avvicina all’apicoltura e a chi investe nella propria formazione – prosegue Meloni -. I punteggi previsti per i giovani fino a quarant’anni e per le apicoltrici, insieme al riconoscimento della formazione, vanno nella direzione di favorire il ricambio generazionale e la partecipazione delle donne al settore. Il ruolo delle associazioni è altrettanto importante per rendere disponibili competenze e servizi anche alle realtà più piccole”.
Per la lotta a parassiti e malattie e il ripopolamento, i criteri di selezione valorizzano anche l’iscrizione all’albo degli operatori biologici. Sono previste opportunità per i nuovi apicoltori già iscritti all’anagrafe apistica, anche con zero alveari, entro i limiti specifici fissati per l’acquisto di arnie e sciami.

