Come si è arrivati alla crisi del Comune di Terni, Bandecchi in un vicolo cieco: le possibili sponde per evitare il game over

A Terni la crisi è ormai evidente e viene da lontano. L’uscita dalla maggioranza dei quattro consiglieri del gruppo “Con Bandecchi per Terni” certifica, a prescindere dai numeri, il tramonto di una stagione politica. La maggioranza che ha sostenuto il sindaco in questi anni non c’è più: sono rimasti in 15 a sostenere Bandecchi su trentadue consiglieri che compongono l’assemblea di Palazzo Spada. Assai pochi per approvare il prossimo bilancio, decisamente pochi per portare a termine il mandato e non abbastanza per contenere i “mal di pancia” che si registrano anche tra i suoi fedelissimi. Il benservito dei quattro potrebbe essere soltanto il preludio di qualcosa di più grande. Come spesso avviene in politica basta poco per far diventare il “semino” una valanga. In questo contesto, a Bandecchi restano due possibilità: tentare di rovesciare la frittata oppure valutare l’opportunità di presentare immediatamente le dimissioni. Altri scenari possibili non ci sono: l’ex paracadutista della folgore, per la prima volta, è in un vicolo cieco. Quello che sembrava essere uno scenario da fantapolitica si è concretizzato con una rapidità impressionante. Su quanto accaduto molto si è scritto e detto nelle ultime ore: qualcuno avrebbe tramato contro di lui, le presunte ruggini con l’ex vicesindaco Riccardo Corridore, nuovi malumori per la sua superbia verso gli altri. “La nostra è una scelta politica, abbiamo concesso tutte le chances possibili al sindaco. Non è lui che ci caccia ma noi che ce ne andiamo” hanno precisato con fermezza Marina Severoni, Andrea Sterlini, Andrea Colasanti e Federica Mengaroni. La risposta di Bandecchi è altrettanto velenosa: “Non c’è cosa peggiore che avere a che fare con persone non di parola”. Subito dopo aggiunge che nelle prossime ore rifletterà su cosa fare. A Bandecchi occorrono almeno due consiglieri per ricostruire una maggioranza: proverà a recuperare due dei quattro oppure pescare altrove? Potrebbe recuperarne anche uno e convincere il suo vicepresidente della Provincia, ex Forza Italia, Francesco Maria Ferranti, a entrare in maggioranza a Palazzo Spada. Non sarà una passeggiata ma astrattamente possibile. C’è chi sostiene che per riuscirci dovrà però “tornare a Canossa” dall’ex vicesindaco Corridore, che avrebbe mantenuto buoni rapporti con un paio di dissidenti. Il sentiero resta comunque stretto e Bandecchi sta ragionando a modo suo: perché dovrei farlo ? Non ne vale la pena. Avrebbe confessato, ad amici fidati, che sta valutando la possibilità di dedicarsi completamente alla realizzazione del progetto clinica-stadio e riprendere in mano la Ternana. Lascia Palazzo Spada, torna a tempo pieno a fare l’imprenditore e cercherà di farsi sentire alle prossime elezioni comunali. Le eventuali dimissioni di Bandecchi porteranno al commissariamento del Comune fino alla prossima primavera, quando i ternani saranno chiamati a scegliere il nuovo sindaco. L’ipotesi voto anticipato disorienta comunque i partiti tradizionali di entrambi gli schieramenti. In una città in fermento e arrabbiata, che si sente trascurata dalle istituzioni, che ha rispolverato una buona dose di campanilismo, pronta a mettere in discussione gli equilibri regionali, non sarà facile per nessuno affrontare una campagna elettorale che si preannuncia molto agguerrita e insidiosa.