Protezione civile e sicurezza, Lares Italia celebra a Foligno i suoi 20 anni di attività: il corso di laurea che ha formato oltre 500 esperti
Da un gruppo di studenti del primo corso di laurea in Italia dedicato alla Protezione civile a una rete nazionale di oltre 500 esperti, tra docenti, ricercatori, studenti e professionisti della pubblica amministrazione. Lares Italia celebra a Foligno i suoi vent’anni di attività. “Nacque con l’ambizione di mettere le competenze scientifiche a servizio del Paese” ha ricordato il presidente Danilo Calabrese, sottolineando che oggi l’associazione è presente in più di 15 regioni e coinvolge 14 atenei. Il primo banco di prova sul campo fu il terremoto dell’Aquila del 2009, quando un gruppo di giovani studenti affiancò il sistema di protezione civile. Da allora Lares ha partecipato a diverse emergenze, dal sisma del 2012 fino all’alluvione in Emilia-Romagna, con un contributo in particolare nel coordinamento. “Siamo una delle strutture che fanno parte del sistema nazionale di protezione civile. La nostra competenza scientifica – ha spiegato ancora Calabrese – lavora prevalentemente nella governance e nel sostegno al coordinamento delle emergenze”. L’obiettivo, ha aggiunto, è ampliare la rete e offrire a chi amministra e deve prendere decisioni strumenti adeguati. L’esperienza, partita dal mondo universitario, si è progressivamente diffusa in Italia e punta a mettere conoscenza e ricerca a disposizione delle istituzioni e delle comunità. All’incontro erano presenti anche la presidente dell’Assemblea Legislativa dell’Umbria, Sarah Bistocchi, e il vicesindaco di Foligno, Riccardo Meloni. Il ministro della protezione civile, Nello Musumeci, ha inviato un videomessaggio con il quale ha rivolto un saluto e ringraziato Lares per il contributo al sistema nazionale. Citando Giuseppe Zamberletti, ha richiamato la necessità di investire sulla prevenzione. “La Protezione civile non è nata per tirare fuori dalle macerie la gente, è nata per impedire, cercare di impedire, che la gente finisse sotto le macerie”.

